FUTURSPECTIVES A ROMA

Introduzione alla sezione espositiva del
Fotografia Festival Internazionale di Roma IX edizione

recensione a cura di Chiara Micol Schiona

FUTURSPECTIVES. Ovvero “può la fotografia interpretare il futuro?”. Questo è l’attesissimo tema della quinta edizione del FotoGrafia Festival Internazionale di Roma che dal 24 settembre al 24 ottobre illuminerà la sede del MACRO Testaccio. Tre curatori per tre sezioni con temi ed impostazioni differenti tra loro. Commistione di linguaggi e di identità artistiche. Nel lavoro di Paul Wombell per la sezione “BUMPY RIDE” assistiamo al connubio tra Blade runner e Matrix. La “science fiction” nel fermo immagine. La città (in)visibile di Cédric Delsaux, Ebru Erülkü, Mirko Martin e, più poetica, quella di Peter Bialobrzeski. “MAPS AND LEGENDS” volge lo sguardo verso il territorio, come abbiamo già visto nella sezione di Paul Wombell. Il web diventa esso stesso un luogo e non più un non-luogo. Dal progetto su Google Street Views di Marco Cadioli, a parer nostro il miglior lavoro presentato in mostra, altri nove fotografi: M.Hendriks, J.Kemp, J.Martinez, F.Minelli, S.Pohflepp, J.Rafman, P.Toledano, H.Van den Dorpel e C.Zanni cercano di interpretare, separatamente, lo spazio e il tempo. L’interessante sezione su fotografia ed editoria curata da Marc Prust che chiude il festival “UNPUBLISHED–UNKNOWN”, presenta una selezione di lavori ancora non pubblicati. Insomma, da darci un’occhiata. Marco Delogu ha curato la mostra ECCLESIA di Giuliano Matteucci, vincitore del Premio Baume & Mercier, e l’esposizione del vincitore del PREMIO LIBRO 2009, Deformer di Ed Templeton. Al di là del fotogiornalismo e reportagismo generico, Matteucci inserisce poesia non nostalgica in ogni sua immagine. Possiamo dire che ci fa vedere, finalmente, “non la solita Africa”. Ed Templeton più “punk” è per questo anche lui poetico. Le sue immagini sono ritratti “ad arte” della società della costa californiana. Cosa resta da dire? Partecipate, partecipate, partecipate. Anche solo per dire la vostra no?!

Chiara Micol Schiona
Nata a Roma nel 1984 mi sono laureata all’università La Sapienza in Storia dell’arte con una tesi in Storia della fotografia su Minor White e la Scuola Californiana. Amante di ogni forma artistica nel senso più ampio del termine, ho scritto e mi sono occupata anche di eventi legati al cinema e al teatro, oltre ad aver curato manifestazioni artistiche nell’ambito dell’arte contemporanea. Ho scelto di occuparmi principalmente di fotografia perchè se le arti, ognuna a suo modo, sono delle ricerche di “ossigeno”, la fotografia credo sia la forma artistica che più riesce a cogliere ciò che all’occhio comune può essere distrattamente sfuggito.

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