FRANCESCA WOODMAN: I RITRATTI INTERIORI

Introduzione alla mostra “Ritratti interiori tra Providence, Roma e New York” di Francesca Woodman
a cura di Simone Cecchi


 

Mi sono imbattuto in Francesca Woodman per caso, grazie alla segnalazione che mi ha fatto una giovane fotografa italiana della quale avevo notato ed apprezzato alcuni lavori. Quando ho saputo che a Milano, al Palazzo della Ragione fino al 24 Ottobre, c’era una sua mostra particolarmente completa ed articolata (ben 116 fotografie tra le quali 16 mai esposte prima e 5 video) ho pensato che non potevo mancare l’appuntamento. Il percorso artistico della Woodman inizia all’età di 13 anni quando con una macchina fotografica probabilmente messa a sua disposizione dal padre, rinomato pittore con la passione per la fotografia, inizia a sperimentare su se stessa, attraverso una serie di autoritratti, nuove tendenze e tematiche che, di fatto, connoteranno l’arte contemporanea negli anni successivi. La sperimentazione si sviluppa sia in contesti domestici, con la predilezione per ambientazioni vintage e decadenti, sia in mezzo alla natura, da sola o con amiche anche nel vivo di azioni e performance appositamente progettate.  Artista contemporanea più che fotografa, Francesca Woodman utilizza il proprio corpo nudo, senza alcuna idealizzazione, quale strumento espressivo e allo stesso tempo soggetto ed oggetto della scena, mescolato nell’universo delle cose. Circa dieci anni di intensa attività, se si pensa che i primi scatti sono del 1971 e che si è tolta la vita a 23 anni (nel 1981) che hanno colpito la comunità artistica per  la maturità, ma soprattutto per la coerenza concettuale, delle sue opere. Il percorso espositivo creato al Palazzo della Ragione segue le orme tracciate dalle serie fotografiche più significative della Woodman, che si identificano con i luoghi dove sono state create e ripercorrono i passaggi essenziali della sua biografia. Boulder, Colorado, gli anni della scuola superiore; Providence e l’intenso periodo di formazione presso la Rhode Island School of Design; il soggiorno a Roma fra il 1977 e il 1978. L’ultimo periodo lo trascorre a New York e nella natura incontaminata della MacDowell Colony nel New Hampshire, momenti che rappresentano le fasi estreme della sua opera. La mostra della Woodman è stata una gioia per i miei occhi, la mia anima e il mio cuore.

Simone Cecchi
Commercialista, fiorentino che appena può prende in mano la macchina fotografica. La mia naturale passione è per il ritratto ed il reportage sociale e l’attuale propensione per il nudo femminile altro non vuole essere se non il tentativo di raffigurare nella sua naturalezza l’altra parte dell’Universo. Faccio parte del Deaphoto Staff dal 2005 e seguo in particolare gli studenti che frequentano i corsi di Ritratto in Studio, Still Life e Fashion Photography.

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