FRAMMENTI SURREALISTI NELLA FOTOGRAFIA DI GUY BOURDIN.

Introduzione alla mostra “A Message For You” di Guy Bourdin
Recensione a cura di Caterina Caputo

La mostra A message for you, allestita presso il museo Alinari di Firenze fino al 10 marzo 2013, presenta 75 stampe realizzate negli anni Settanta dall’artista francese Guy Bourdin. Si tratta di fotografie eseguite per diverse campagne pubblicitarie, alcune delle quali pubblicate su Vogue France, altre inedite provenienti dall’archivio dell’artista. Soggetto quasi esclusivo di questo ampio corpus fotografico è la modella Nicolle Meyer, musa ispiratrice del fotografo. Gli scatti di Bourdin richiamano istantaneamente alla mente alcuni degli stilemi dell’arte surrealista. Tra questi emerge in particolare l’uso del frammento come forma dell’incompiuto, molto utilizzato da artisti quali André Kertész o Man Ray (con cui l’autore strinse amicizia a Parigi intorno al 1950), oppure il ricorso a giochi illusionistici tipici nella pittura di Magritte. Il primo metodo è particolarmente evidente nelle fotografie di Bourdin pubblicate su Vogue France, mentre il secondo si ritrova soprattutto nella campagna pubblicitaria per il noto marchio di scarpe Charles Jourdan. Entrambi questi procedimenti hanno un unico fine: lo spostamento del senso. Ciò comporta la trasformazione delle immagini, che abitualmente siamo abituati a vedere in base al senso comune, in immagini che ci trasmettono l’idea di un diverso ordine della realtà. I corpi delle modelle, spesso frammentati, immortalati escludendo dal fotogramma la testa o le mani, conferiscono un alone di mistero alla scena, i nudi femminili divengono feticci erotici, i giochi illusionistici ottenuti attraverso la metafotografia mandano in cortocircuito la narrazione che diviene ambigua, il tutto accompagnato da una costante ironia che è tratto essenziale dell’arte di Bourdin. Nei suoi scatti la realtà si frantuma per divenire irrealtà, in un gioco di costanti rimandi. L’altra grande influenza che risalta immediatamente osservando le immagini dell’artista francese è quella del  fotografo americano Edward Weston, la cui ricerca si concentra soprattutto sui rapporti tra forma e soggetto, tra realismo e astrazione, i suoi scatti sono pure metafore visive. Questo legame si esplicita nell’uso di un colore spesso molto saturo e di una luce cruda che mette in risalto i dettagli. Bourdin è un fotografo di moda e come tale molto attento alla composizione e alla forza comunicativa che deriva dall’immagine. Le sue scelte compositive avevano rinnovato un genere divenuto spesso troppo didascalico o legato all’esclusivo fine commerciale, restituendo così alla fashion photography quello status artistico che gli appartiene.

Caterina Caputo
Nata a Firenze si laurea in storia dell’arte contemporanea per poi appassionarsi al medium fotografico, conseguendo il diploma di fotografa presso la Scuola Internazionale di Fotografia di Firenze. Tutt’oggi questo connubio continua a far parte del suo lavoro. I suoi impegni si dividono tra la ricerca storico-artistica e la didattica museale. L’interesse per la fotografia rimane comunque una costante nella sua vita, oltre a fotografare insegna in alcuni corsi di fotografia.

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