FOTOGRAFIA EUROPEA 2014: “VEDERE. UNO SGUARDO INFINITO”

Introduzione alle mostre del festival FOTOGRAFIA EUROPEA 2014
VEDERE UNO SGUARDO INFINITO
dal 2 Maggio al 15 Giugno 2014, Reggio Emilia.
Recensione a cura di Giulia Sgherri, fotografie di Sandro Bini.

Ha da poco preso il via nella città di Reggio Emilia la IX edizione di Fotografia Europea, una delle rassegne fotografiche più interessanti del nostro paese. Leitmotiv di quest’anno è il vedere, inteso sia come sguardo soggettivo rivolto al mondo sia come sguardo della memoria. E’ attorno a questi temi che ruotano le mostre di questa edizione del festival. Prima tra tutte Pensare per immagini, la retrospettiva dedicata a Luigi Ghirri allestita presso i Chiostri di S. Pietro, presentata per la prima volta nel 2013 al Museo MAXXI di Roma e curata da Laura Gasparini, Francesca Fabiani e Giuliano Sergio. La mostra, con oltre 300 immagini più cartoline, riviste, dischi e libri (editi dalla casa editrice di Ghirri “Punto e Virgola”) offre un ritratto a 360 gradi di una delle figure più rappresentative della fotografia italiana contemporanea. Sempre ai Chiostri di S. Pietro è allestita la mostra Senza meta. Il libro come pensiero fotografico curata da Elio Grazioli che, con ottanta libri d’autore tutti consultabili, sfogliabili dai visitatori, dimostra come la fotografia trovi uno spazio privilegiato nel “contenitore” libro anche nell’era digitale. Tra le opere in mostra “Party” di Cristina de Middel, ” One Another ” di Alisa Resnik, ”In the car with R” di Rafal Milach, ”Neue Welt” di Wolfang Tillmans. Dal più famoso dei libri di tutti i tempi, la Sacra Bibbia, prende le mosse l’installazione Divine Violence di Adam Broomberg e Oliver Chanarin, curata da Walter Guadagnini, in anteprima mondiale presso i Chiostri di S. Domenico. In mostra la versione illustrata della Bibbia dal duo di artisti che, utilizzando le immagini dell’Archive of Modern Conflict di Londra ed ispirati dalle teorie del filosofo israeliano Adir Ophir (secondo il quale Dio si manifesterebbe sempre in forma di catastrofe), associano al testo sacro immagini di violenza. Illusionismo Surreale è invece il titolo della mostra curata da Harri Kalha a Palazzo Casotti, una collezione di oltre 250 cartoline fotografiche dei primi del novecento provenienti da vari paesi d’Europa, che mostrano scene caricaturali, erotiche e mitologiche. Interamente colorate a mano e realizzate con le tecniche del montaggio e del collage, queste magnifiche riproduzioni artigianali anticipano per pratiche e tematiche l’arte surrealista. Due sono i lavori in mostra della fotografa francese Sarah Moon: Alchimies, il lavoro sul mondo animale, vegetale e minerale commissionatole dal Museo di Storia Naturale di Parigi allestito presso i Chiostri di S. Pietro e Journal de Voyage composto da fotografie realizzate negli interni dei Musei Civici della città di Reggio Emilia e lì esposto al pubblico. Realizzato appositamente per il festival è anche Planasia di Silvia Camporesi. La giovane fotografa ci mostra con questo lavoro l’isola toscana di Pianosa, un tempo sede di un carcere di massima sicurezza, oggi un luogo-fantasma sconosciuto ai più. Ospite speciale di questa edizione di Fotografia Europea è l’agenzia Magnum Photos: oltre alla retrospettiva dedicata ad Herbert List The Magical in Passing, otto fotografi contemporanei di Magnum tra i quali Martin Parr, Jacob Aue Sobol e Jonas Bendiksen si misurano sul tema dell’abitare nella mostra No Place Like Home curata da Francesco Zanot. In questa introduzione al festival non si possono omettere le due importanti collezioni in mostra rispettivamente a Palazzo Magnani e alla Biblioteca Panizzi. La prima è la collezione Fotografis Bank Austria-Unicredit Art Collection che con 150 immagini di grandi fotografi mai esposte prima in Italia, ripercorre la storia della fotografia fino agli anni ’70. La seconda è la collezione di Fotografia Europea nata nel 2006 con la prima edizione del festival ed arricchitasi di anno in anno. La selezione in mostra è una collezione di sguardi sul mondo, sguardi anche molto diversi tra loro, legati però da un comune sentire, da temi quali il paesaggio urbano, la figura umana e, appunto, lo sguardo, che sono poi i cardini del pensiero del maestro Luigi Ghirri, al quale è dedicata questa imperdibile edizione del festival.

Giulia Sgherri
Figlia e nipote di fotoamatori. Studia “Media e Giornalismo” all’Università degli Studi di Firenze e contemporaneamente coltiva quella che è la sua passione fin dall’adolescenza:la fotografia. Frequenta il corso di “Fotogiornalismo” alla Fondazione Studio Marangoni,i corsi di camera oscura Deaphoto e numerosi workshop con fotografi e photo-editor. Nel giugno 2013 completa il percorso di studi in “Photo-editing e Ricerca Iconografica” presso l’istituto CFP Bauer di Milano. Vive a San Miniato,borgo medievale nel cuore della Toscana e mentre si adopera per diventare una photo-editor di quelle “toste”, si nutre di fotografia,buone letture,viaggi zaino in spalla ed empatia.

Sandro Bini
Fotografo, docente di fotografia, fondatore e Direttore responsabile di Deaphoto, mi occupo prevalentemente dell’organizzazione delle attività progettuali didattiche ed espositive dell’Associazione. La mia ricerca è incentrata soprattutto ad un’indagine sulle relazioni fra l’uomo e il paesaggio contemporaneo e sulla dialettica critica fra percezione e fruizione dei luoghi, legata alla contestualizzazione della propria esperienza. Dal 2009 sono curatore del Blog “Binitudini binitudini.blogspot.it. Spazio di riflessioni visive, teoriche e pratiche sul gesto fotografico contemporaneo”. www.sandrobini.it

 

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