FOTOGRAFARE IL PAESAGGIO: UNA PROSPETTIVA ITALIANA

Introduzione alla mostra “Una prospettiva italiana”
di Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Massimo Vitali
recensione a cura di Giovanni De Leo, fotografie di Sabrina Ingrassia

La fotografia ha permesso con la  sua scoperta una diversa relazione tra l’uomo e l’ambiente. Si è infatti passati da rappresentazioni paesaggistiche in tradizione pittorica a studi più articolati anche sugli insediamenti urbani, volti a cogliere i contrasti, i segni dei cambiamenti dovuti all’evoluzione storica, tecnica e sociale. In questo ambito possiamo notare che si assiste nel tempo alla nascita di alcune scuole di genere in America e in Germania e…in Italia? Angela Madesani, curando la mostra Una prospettiva italiana, cerca di aprire un dibattito sul tema della fotografia di paesaggio in Italia attraverso alcune opere di Gabriele Basilico, Vincenzo Castella e Massimo Vitali, tre autori molto diversi per approccio e contenuti, accomunati da scelte tecniche (banco ottico) ed espositive (immagini di grandi dimensioni che possono esprimersi singolarmente). Di Basilico c’è quasi un’antologica, con  immagini appartenenti a diversi lavori, da Bord de Mer fino a Mosca. La luce, la scelta del bianconero, il metodico studio delle forme, il punto di ripresa  prevalentemente frontale, tutto è finalizzato ad una visione ritrattistica del soggetto architettonico. La mediterraneità del napoletano Castella si svela nelle foto esposte, tratte dal suo lavoro Siti. Le visioni ampie, le colorate stratificazioni di Istanbul, il candore di Gerusalemme Est, il contrasto tra il deserto e la superstrada in Mal’eadunin: piu’ che narrative le immagini sono mute testimoni di un complesso rapporto spazio-temporale tipico di quei mondi. Vitali è attratto dagli spazi collettivi, è un osservatore di comportamenti. Colonie di persone che si insediano nell’ambiente e interagiscono liberamente in alcune immagini di spiagge italiane tratte da Natural Habitats. L’esposizione è ospitata dalla Galleria Studio la Città di Verona fino al 23 Aprile. Resta adesso la speranza che non si tratti di un gesto isolato, che la mostra possa essere ripresentata in altre sedi e magari aperta anche al contributo di autori italiani della generazione successiva, per proseguire e completare lo studio sul territorio del nostro paese, ideale proseguimento del Viaggio in Italia di Ghirri.

Giovanni de Leo
“….scocca sempre la tua freccia, vedrai che prima o poi arrivera’ al bersaglio”.
Nasco e vivo a Firenze, sono un fotografo anche se il mio mestiere e’ ben altro, mi piace scoprire il segreto senso delle cose e la verita’, anche se puo’ far male, e cerco di condividere e dialogare con le persone senza preconcetti, collaboro con l’associazione Deaphoto e con la rivista Clic-he.

Sabrina Ingrassia
Lavoro e vivo a Firenze.
Fotografo fin dall’infanzia.Coltivando l’interesse per i viaggi, la curiosità per la gente e la ricerca della perfezione nelle linee architettoniche ho ottenuto, attraverso lo scatto, la fusione fra me stessa e le migliaia di immagini che fanno da ponte con la realtà quotidiana. La mia ricerca personale è incentrata sulla street photography, la fotografia architettonica senza tralasciare il tema socio-ambientale ed antropologico. Membro del Deaphoto Staff, collaboro come assistente alle attività didattiche, documentarie, espositive e di ricerca dell’Associazione. Seguo gli studenti che frequentano i corsi base, la street e i corsi di fotografia notturna.

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