FINISTERRAE – Michele Palazzi

a cura di Tina Miglietta

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“Finisterrae”, edito da Origini Edizioni, è un viaggio alla ‘fine della terra’, un percorso tra documentario e immaginazione. Si parte dalla punta estrema occidentale del Portogallo, Capo Finisterrae, per iniziare un progetto a lungo termine pensato dal giovane fotografo romano Michele Palazzi per raccontare la profonda crisi che il Sud dell’Europa sta attraversando.
Il fascino decadente e malinconico di questa parte del mondo lontana dalle ricche metropoli europee, si fa metafora economica e politica della crisi europea.
Crisi invisibile che non si può afferrare e che non si può neanche rappresentare esaustivamente per immagini: ecco allora che viene in aiuto il linguaggio simbolico, l’allegoria, l’approccio più poetico a ciò che ci sta innanzi per cercare di comunicare quel senso di abbandono della vita che caratterizza queste terre ai margini del Mediterraneo. L’obiettivo del progetto è cercare di capire chi eravamo e dove stiamo andando.
Michele racconta così come è nata questa sua idea: “La mia curiosità, il mio bisogno di ricerca e di analisi verso la cultura mediterranea del Sud Europa, nasce da lontano. Sono sempre stato affascinato dalle nostre radici mediterranee e il Portogallo si è presentata come la migliore delle opportunità per iniziare questa ricerca”.
Il progetto inizia a prendere forma durante la Residenza a Evora, nel cuore del Portogallo, dove Michele, che nasce come fotogiornalista di temi sociali, si prende a cuore questa realtà ai margini del mondo che gli ricorda molto quel senso di abbandono e di trascuratezza che si respira anche nella nostra Italia del Sud.

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Così prende vita piano piano Finisterrae, libro autoriale che si discosta da un semplice diario di viaggio per l’atmosfera e le suggestioni che riesce a comunicare al lettore e che è frutto della crescita interiore di Michele stesso nel corso della sua esperienza fotografica.
In Italia e in Europa è molto radicata l’idea del testimone oggettivo che racconta la realtà così come è. Michele, invece, si allontana presto da questa filosofia per avvicinarsi a quella della filosofa e scrittrice statunitense Susan Sontag ed abbracciare così la convinzione che, per descrivere la realtà, si possono usare anche le metafore, i simboli, in un certo senso la fiction o la menzogna attraverso le quali comunicare la verità.
Per la fotografia e l’arte in generale è molto più interessante creare domande e punti interrogativi nello spettatore che dare risposte e certezze.
In un’ottica europea, l’autore si sente di appartenere in pieno al concetto di Europa come insieme di culture che hanno dato tantissimo al mondo intero; allo stesso tempo, però, si discosta completamente dal concetto di Europa come “Unione Europea”, soprattutto pensando a come sia stata abbandonata la Grecia, patria dell’arte, per motivi economici e finanziari.
Proprio la Grecia sarà oggetto del terzo capitolo del suo intero progetto, mentre il secondo sarà dedicato alla nostra Italia.
E’ l’Europa Mediterranea, quella del sud, quella più povera, che vorrebbe gridare le proprie antichi origini intrise di Arte e rendersi visibile per la propria assoluta ricchezza non quantificabile in denaro.
Per Michele la fotografia nasce come materia e anche quella di ricerca, di progetto personale deve tornare alla sua essenza.
E’ stato così grazie all’incontro con Valentino Barachini di Origini Edizioni che è stato possibile dare una forma cartacea agli scatti: lui e la casa editrice avevano un punto di vista diverso e complementare sul progetto ed è stata proprio questa nuova interpretazione il punto di forza che ha permesso di realizzare le 200 copie, tutte numerate e firmate, di Finisterrae.
Il libro fotografico è acquistabile on line al seguente link della casa editrice: www.origini-edizioni.myshopify.com , mentre notizie dettagliate sull’autore e sui suoi progetti sono sul suo sito personale www.michelepalazziphotographer.com .

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Tutto ciò è stato il tema della trasmissione radiofonica Parole di Luce, andata in onda il 22 gennaio scorso , condotta da Sandro Bini e Niccolò Vonci a cura di Novaradio e Deaphoto

Michele Palazzi, nasce a Roma nel 1984, dopo aver conseguito il Master triennale alla Scuola Romana di Fotografia, ha lavorato al progetto “Migrant Workers Journey” vincitore del Project Launch Award 2011 al Center di Santa Fe.

Il suo lavoro affronta le attuali questioni sociali attraverso un approccio soggettivo, e nei suoi progetti confronta l’uomo contemporaneo con le sue origini, attraverso uno sguardo che indaga il passato per interpretare il presente. Nella sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il primo premio del World Press Photo Award nella categoria Daily Life – Stories, e i suoi progetti sono stati esposti a livello internazionale. Attualmente sta lavorando a FINISTERRAE, un progetto a lungo termine relativo alla crisi dell’Europa meridionale. Vive a Roma ed è rappresentato dall’agenzia Contrasto.

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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