FAIL di Stefano Parrini

Fail 1

A cura di Tina Miglietta.

I ricordi che giacciono in noi non sono incisi sulla pietra: non solo tendono a cancellarsi con gli anni, ma spesso si modificano, o addirittura si accrescono, incorporando lineamenti estranei. (Primo Levi, I sommersi e i salvati (1986))

La “memoria”, la nostra compagna di vita che cerchiamo di alimentare dentro di noi con i ricordi e con immagini del tempo passato: a volte, però, affidiamo questa cosa tanto preziosa alla tecnologia, dimenticando che il fallimento può essere dietro l’angolo.

E proprio “Fail”, il libro fotografico di Stefano Parrini edito da Urbanautica Institute, è una vivace e originale rappresentazione di tutto ciò ed anche un’ indagine dell’estetica del fallimento di archiviazione della memoria nell’era tecnologica. La serie di immagini trasfigurate prodotte dal recupero di hard disk rotti, da errori di scansione, da incomplete trasmissioni analogiche e da altri viziati repertori tecnici ci dimostra un nuovo paesaggio della memoria che diventa incomprensibile, sfumata, frantumata

Fail 2

L’idea del libro è nata alcuni anni fa quando lo stesso Stefano subì la cancellazione totale delle foto che aveva sul cellulare. C’è oggi, per la maggior parte di noi, questa smania di archiviare ogni cosa come se le emozioni potessero essere imprigionate in un file che di concreto ha solo il numero che ne rappresenta la misura, questa ossessione per una memoria fittizia, questo accumulare immagini e documenti di ogni tipo. Per poi poter perdere ogni cosa con un clic.

Stefano racconta così la sua esperienza: “Ho cercato di recuperare i file corrotti con un programma di recupero dati che ha generato in automatico un’estetica che sovrapponeva, sovrascriveva, mescolava i vari “noise” ed i vari pezzi di immagini. Tutto ciò è servito ad illustrare perfettamente il rapporto ansiogeno che tutti noi abbiamo con la tecnologia”.

Fail 3

Un “disastro”, quindi, ha dato vita ad un progetto fotografico che è una riflessione su come l’uomo di oggi deleghi sempre più la propria memoria alla tecnologia, spesso in modo ossessivo, non solo per la varietà delle immagini scattate, ma anche per le modalità rigide imposte dai social.

Stefano Parrini, per realizzare il progetto, ha scattato moltissime foto col cellulare e poi le ha volutamente cancellate per recuperarle in seguito e “Fail” è una selezione di questi file corrotti con un’estetica a volte inquietante e con un richiamo alla pop art.

Per la selezione accurata delle foto c’è stata una stretta collaborazione con Steve Bisson, curatore di Urbanautica Institute, autore anche dell’introduzione al libro in cui parla dell’estetica del fallimento nell’archiviazione della memoria.

80 pagine di immagini a tutta pagina, anche doppie , con colori e acidità generate dal computer e con un design semplice e funzionale curato da Stefano stesso. Assenza di spazi bianchi per dare più forza al messaggio trasmesso del fallimento tecnologico. Se, nei decenni passati, la stampa delle foto permetteva di tramandare ricordi ad almeno una generazione, oggi, purtroppo, l’ansia dello scatto conduce ad una precarietà distruttiva.

Fail 4

Dal 25 maggio è in programma la mostra “Post”, curata da Steve Bisson alla Galleria Lato di Prato in piazza San Marco 23.

Verranno esposte parte delle immagini presenti in “Fail” ed immagini tratte da lavori legati in senso stretto a questa tematica e realizzati dai due colleghi Andrea Buzzichelli e Giovanni Presutti: “Resurrection”, di Andrea, che ha fatto risorgere vecchie diapositive partendo dall’analogico, e “ The era beyond thruth”, di Giovanni, che parla del rapporto distorto che abbiamo con i social (Instagram in particolare) e con i followers.

Alcune copie di “Fail” sono ancora disponibili e si possono acquistare sul sito della casa editrice www.urbanauticainstitute.com, mentre notizie dettagliate sull’autore e sui suoi lavori sono al link www.stefanoparrini.it.

Tutto ciò è stato il tema della trasmissione radiofonica Parole di Luce, andata in onda l’8 maggio scorso , condotta da Sandro Bini e Martin Rance, a cura di Novaradio e Associazione Culturale Deaphoto.

Fail 5

Stefano Parrini: nato a Barberino Val d’Elsa (FI) vive a Poggibonsi (SI). Dal 2007 ha partecipato a numerose mostre in tutta Italia, conseguendo diversi premi. Nel 2007 vince il premio “Epson-Le Logge” al Toscana Fotofestival (terzo classificato nel 2010), nel 2008 vince il “Portfolio dell’Ariosto”, nel 2009 menzione d’onore al LUCCAdigitalPHOTO Contest e vince il premio “A Better World”, nel 2010 ottiene una menzioni d’onore all’IPA International Photography Awards e una menzione d’onore al Blurb Photography Book Now, nel 2011 vince il SI Fest, nel 2012 selezionato per Descubrimientos PhotoEspana e finalista del premio Fondazione Fabbri, nel 2013 finalista del premio Environmental Photographer of the Year, nel 2014 finalista del premio Fondazione Fabbri e nel 2015 selezionato per la Projection du Jury a Les Boutographies. Espone in varie citta’ italiane partecipando a varie manifestazioni e pubblica su alcune riviste di settore. Dal 2012 fa parte del progetto Photo Ltd collezionismo d’autore curato da Daniela Trunfio e partecipa al progetto Reflexions Masterclass sotto la supervisione di Giorgia Fiorio e Gabriel Bauret. Le fotografie di Stefano Parrini fanno parte della Raccolta della Fotografia Contemporanea della Galleria Civica di Modena e dell’Archivio della fotografia stenopeica del MUSINF di Senigallia. E’ cofondatore del collettivo Synap(see).

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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