E-STASI.FADE POINT

Ph Lorenzo Papadia
Si tratta di un lavoro a tema, realizzato con una macchina Polaroid SX 70.
In queste immagini vengono riprese spiagge e architetture del sud Italia, senza alcuna traccia visibile di presenza umana. Ho voluto intitolare questo mio lavoro “FADE POINT”, ovvero il “punto della dissolvenza”.
Omaggio all’evanescenza delle cose, al di là dell’apparenza delle quali tutto cessa di essere “vero”.
Uno sguardo che diviene uno sguardo successivo, per comprendere e trasformare quei luoghi; per porre qualche domanda, per andare al di là del visibile e per trasformare uno spunto visivo in qualcosa che non si vede direttamente, ma si deve percepire.
Le spiagge, d’inverno, non sono chiassose, ma diventano luoghi abitabili, di un’intimità unica. Anche la presenza umana non si vede, è come se fosse appena uscita di scena. Quelli inquadrati diventano luoghi di quiete, dove riflettere e far risposare lo sguardo. Luoghi in cui per l’autore tutto si ferma e lascia spazio ad una certa a-temporalità del visibile.
L’inquadratura viene così concentrata solo sui luoghi e sugli echi di chi ha vissuto quei luoghi.
Ho scelto la Polaroid come mezzo, sia per l’effetto di sospensione temporale che restituisce alle atmosfere inquadrate, sia per la sua immediatezza e irriproducibilità. L’immagine finale sembra, nascondendo dettagli, restituire alle cose quel velo di segreto e mistero che forse ancora le avvolge. È un progetto improntato sulla suggestione e sull’aspetto segreto che alcuni luoghi custodiscono.

AUTORE Lorenzo Papadia
Lorenzo Papadia, classe 1981, vive e lavora in Italia come fotografo, e si occupa principalmente di organizzazione di workshop fotografici e reportage di eventi. Ha una formazione in fotogiornalismo ed editing. Ha collaborato recentemente con una struttura per i disturbi alimentari, in collaborazione con una terapeuta, promuovendo la fotografia come terapia. Nei suoi lavori si rifà alla tradizione della fotografia concettuale italiana neorealista. Sviluppa percorsi a tema, partendo da un’attenta analisi della realtà, fotografando spesso oggetti di uso comune, interni o paesaggi urbani. La ‘sua’ realtà viene rivista ed ordinata, rivisitata attraverso la fotocamera, per dare un senso compiuto al grande disordine creato dalla velocità di vita odierna. Attualmente scatta con fotocamere analogiche (Leica) e da qualche tempo anche con una SX 70 Polaroid che, insieme alle pellicole Impossible, lo aiuta a reinterpretare la realtà fotografata, avvicinandola molto alla pittura. Appassionato di pittura metafisica e di autori della fotografia come Luigi Ghirri e Robert Franck. Nel Maggio 2011 ha esposto dei lavori al Parlamento europeo di Bruxelles.

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