CRISIS.Editoriale

di Guendalina Barchielli
Direttore Responsabile

“La vera crisi è l’incompetenza.

Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni

è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi”

Albert Einstein

Quello della crisi è quasi diventato l’Alibi perfetto. Una sorta di mantra che governi e governanti da anni ripetono, cancellando, in suo nome, diritti e garanzie e, viceversa, mantenendo privilegi.

Abbiamo imparato a conviverci, come una condizione ineluttabile in questi primi decenni degli anni duemila, e a respirare il suo odore, acre e sgradevole. Abbiamo imparato a portarne il peso sulle spalle, rassegnandoci e sperando in un domani in cui questa parola sarà solo una come tante e non quella che regola rapporti tra individui, che cancella i diritti dei lavoratori, riesce ad annullare le fatiche di chi il suo percorso sentiva di averlo fatto e non lascia margine ai sogni di chi, nel proprio futuro spera ancora, nonostante lei e nonostante tutto.

In nome della crisi, della sua angosciante persistenza, la società si è ripiegata su se stessa, cedendo all’apatia.

Eppure, etimologicamente, la parola crisi (κρίσις, scelta) rappresenta un momento di cambiamento profondo, un momento decisivo, in cui assumere decisioni importanti, in cui osare, per ripartire e crescere. Riusciremo a riappropriarci di questo senso originario per uscire dallo stallo in cui siamo sprofondati?

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