CRISIS. BE HOBO

PH Virginia Capoluongo.

Poveri con stile
La paura di un’imminente austerità parla per slogan pubblicitari.
Il progetto Be Hobo  tenta, attraverso una forte provocazione, di rendere la crisi economica un vero e proprio marchio.
Una doppia provocazione quindi, da una parte la critica del marketing che cerca di rendere ogni cosa un prodotto, dall’altra un invito ad essere eleganti anche nel vivere come un senza tetto. Be Hobo propone una serie di cartelli prodotti su supporti rigidi, colorati, resistenti e leggeri, che rappresentano un’ottima strategia per i giovani che si preparano ad un futuro on the road.Nella nuova collezione compaiono anche le frasi scritte dai partecipanti al contest online “Sono così povero che…” ed i Cartelli d’Autore, scritti da personaggi ospiti del progetto, come gli scrittori Valerio Evangelisti Giovanni Di Iacovo.
Saremo noi i mendicanti della nuova generazione!
Fatti trovare pronto.

Autore VIRGINIA CAPOLUONGO

Jukuki è una parola Dada*.
Laureata in Decorazione all’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila.
Produce corti d’animazione 2D, spesso in collaborazione con l’autore Francesco M. De Collibus, che partecipano a numerosi festival internazionali ottenendo vari riconoscimenti, fra gli altri è finalista al Vitamine Festival a Bologna nel 2006, al FlashFestival di Torino nel 2006 e nel 2010, partecipa alla Maratona Animazione del Milano Film Festival nel 2007, al Festival Pontino del Cortometraggio nel 2011. I suoi corti vengono trasmessi su Qoob di Mtv Italia(2006/2008).
Ha esposto i suoi video, illustrazioni e installazioni in numerose mostre collettive come Pop Up ad Ancona, Artekne a Matera, Sparta a Pescara, Christmas Tree d’Artista a Pergola (PU), MadeinAbruzzo a Milano.
Vince su Userfarm il concorso di National Geographic Channel, di unTecnico.it ed il concorso per il video promozionale della compagnia aerea Livingston; il premio per Miglior Corto d’Animazione al festival LeTrottoir 2008 di Milano; il premio Miglior Corto Ristretto del festival Barcorto a Salerno; la Menzione Speciale al FPDC di Latina; il premio miglior tesi dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila nel 2001 con la tesi “La trasgressione nella fotografia”.
Dall’ottobre del 2012 lavora sul progetto Be Hobo – your next attitude che rende la crisi economica un vero e proprio marchio.
Dal 2004 è Art Director della Mimai.
* “Dada non significa nulla. È solo un prodotto della bocca.”
Manifesto Dadaista, 1918 – Tristan Tzara

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