CORTONAONTHEMOVE 2013 – FOTOGRAFIA IN VIAGGIO

Introduzione alle mostre del festival CORTONAONTHEMOVE fotografia in viaggio,
a Cortona dal 18 Luglio al 29 Settembre 2013.

Recensione a cura di Sara Severini, fotografie di Sandro Bini.

E’ in corso la terza edizione di Cortona On the Move. Il viaggio, inteso come esplorazione e conoscenza del mondo, è il leitmotiv del festival. I lavori selezionati sono ricerche sulle complesse relazioni, in continuo sottile mutamento, che l’uomo ha con la natura, col paesaggio, con se stesso, con la società. Sono undici le mostre del circuito ufficiale oltre alle quali troviamo due video, i cinque lavori selezionati del circuito Off, il premio Cortona On the Move e l’omaggio ad Allen Matthews. Grande evento del festival è la retrospettiva di Joel Meyerowitz Taking my Time. Nel presentare le sue immagini Meyerowitz racconta come è stato ammaliato dalla fotografia, dalla magia di quella sorta di danza che ha luogo quando si scatta una foto. Il movimento ricombina le cose dando vita a un istante di coscienza che il fotografo coglie, spostandosi a sua volta nel mood di un presentimento di epifania. Dagli anni ’60 ad oggi nelle foto di Meyerowitz è proprio la meraviglia di un istante rivelatorio che ci sorprende e che talvolta fa perdere lo sguardo nella contemplazione. Newsweek, an Autopsy è un omaggio alla rivista newyorkese che da fine 2012 non è più stampata. Dopo ottant’anni in cui ha trattato importanti avvenimenti dell’attualità, dando spazio alle immagini di grandi fotografi da tutto il mondo, Newsweek rimarrà forse nel digitale. Copertine e alcuni contenuti in carta di giornale sono incollati alle pareti richiamando al valore divulgativo e alla natura stessa della rivista. Zed Nelson con Love Me si spinge a indagare l’ossessione per bellezza e giovinezza. Il lavoro di Nelson ci mostra le conseguenze della ricerca morbosa di adeguarsi a certi modelli stereotipati diffusi dai media. Trilogy di Christian Lutz è una ricerca strutturata in tre capitoli. Protokoll: le dinamiche della politica a livello mondiale attraverso l’osservazione della delegazione ministeriale svizzera. Tropical Gift: l’economia del petrolio in Nigeria. In Jesus’ Name: reportage della vita comunitaria degli evangelici di Zurigo. L’importanza di questo lavoro si complica e in un certo senso si arricchisce a causa delle vicende succedute alla pubblicazione del libro: nonostante il fotografo avesse i permessi per riprendere gli eventi fotografati, alcune persone ritratte, evidentemente seguendo le direttive dei capi della Chiesa, hanno fatto ricorso a tutela della propria immagine e il libro è stato tolto dal mercato. E’ perciò molto interessante trovare in mostra alcune di queste foto censurate, con la motivazione della Corte di Giustizia. Hunters, di David Chancellor, documenta la realtà della caccia grossa in Africa, che rappresenta un’attività di svago per gli occidentali, un business per una parte delle comunità locali grazie alla vendita delle licenze. Con l’aumento delle riserve di caccia gli habitat degli animali stanno cambiando. L’imponenza e la bellezza degli animali selvatici si scontra fatalmente con l’arroganza dell’uomo, che ostenta la propria vittima come trofeo. Nomad, di Jeroen Toirkens, racconta la vita degli ultimi nomadi dell’Emisfero Nord. Con un lavoro iniziato nel ’99 il fotografo delinea le contraddizioni e le difficoltà che contraddistinguono i cambiamenti e la ridefinizione della vita di queste popolazioni. Gàbor Arion Kudàsz propone una riflessione sull’attitudine dell’uomo a mescolarsi nella folla, quindi su solitudine, bisogno di socialità e condivisione, possibilità di comunicazione e ricerca di felicità. Salvatore Santoro, unico italiano tra i fotografi del circuito ufficiale, presenta con Saluti da Pinetamare una selezione di immagini tratte dall’omonimo libro. Il progetto, in collaborazione con 3/3, è un viaggio nel tempo lungo la via Domitiana sulla costa della Campania: Santoro prende come punto di partenza la memoria delle vacanze della sua infanzia e ripercorre quei luoghi. Il ritratto di adesso s’interfaccia con le immagini degli anni ’70 e ’80 lasciando allo spettatore spunti per prendere coscienza, una volta di più, dell’amara realtà della speculazione edilizia, della connivenza fra criminalità e amministrazione, della rovina del paesaggio, dell’illusione di un riscatto sociale e dell’ignoranza, che si rinnova nella forma, ma è pur sempre presente.

Sara Severini
Amo la fotografia come mezzo di espressione, di ricerca, di analisi dell’uomo e della realtà, come intrattenitrice e portatrice di piacere e di idee. Mi interessa perciò il ritratto ma anche la fotografia istantanea, il reportage del quotidiano così come la fiction. Collaboro alle attività di Deaphoto presso cui ho frequentato corsi e workshop.

Sandro Bini
www.sandrobini.it
Fotografo, docente di fotografia, fondatore e Direttore responsabile di Deaphoto, mi occupo prevalentemente dell’organizzazione delle attività progettuali didattiche ed espositive dell’Associazione. La mia ricerca è incentrata sopratutto ad un’indagine sulle relazioni fra l’uomo e il paesaggio contemporaneo e sulla dialettica critica fra percezione e fruizione dei luoghi, legata alla contestualizzazione della propria esperienza. Dal 2009 è curatore del Blog “Binitudini. Spazio di riflessioni visive, teoriche e pratiche sul gesto fotografico contemporaneo.” http://binitudini.blogspot.it/

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