Corpo e anima: relazioni di contiguità. Note sulla fotografia di Nicolò Quaresima e Arianna Pace

A cura di Davide Tatti

Lo spazio fisico e l’ambiente in cui vengono collocati i prodotti delle arti visive sono determinanti per la loro fruizione. Questo vale anche per la fotografia, che spesso viene considerata più autonoma, rispetto ad altri medium, verso il proprio contesto di ricezione. Tenendo conto di due estremi, la distribuzione delle immagini può essere ravvicinata, proponendo una visione simultanea, oppure dilatata per favorire l’attenzione sulla singola fotografia: al ravvicinamento corrisponde un discoro più narrativo, al distanziamento una sequenza più analitica. Un esempio recente di questa polarità nella distribuzione delle immagini si è avuta nella mostra Soprannaturale, corpus et animus1 curata Da Giovanna Gammarota in due differenti sedi: presso la galleria Red Lab2, che ha adottato il ravvicinamento narrativo e presso Condominio3, che ha preferito il distanziamento analitico. Tuttavia il rapporto tra sequenza narrativa e disposizione analitica non è solo un confronto di opposti, ma anche un percorso graduale che segna il passaggio dalla realizzazione di un significato complessivo alla distinzione di concetti.  

Con uno schema di allestimento ponderato, Soprannaturale si propone come una mostra tematica dove la curatrice Giovanna Gammarota definisce l’ambito da indagare a partire dall’idea di natura e dell’intelligenza umana come forze che hanno la necessità di determinarsi in concorrenza tra loro: «la natura di per sé vuole dominare. Si apre quindi un confronto aperto che diviene scontro nel momento in cui l’uomo “pensa” di poter dominare la natura a sua volta»4. Il confronto serrato e lo scontro non si realizza tanto tra natura e l’essere umano, ma nell’esercizio del proprio dominio fisico e morale la tensione si produce tra il corpo e l’anima, le due componenti dell’essere vivente. Come indicato da Giovanna Gammarota, non si tratta di «una relazione tra due entità separate ma tra due entità unite, compresenti, in un certo qual senso la fusione tra ciò che è naturale e ciò che invece è soprannaturale»5.  Il tema che definisce la relazione nell’essere umano tra corpo fisico appartenente alla natura e la sua anima come tratto soprannaturale viene discusso ampiamente anche nella teologia contemporanea. In questo ambito «si è accentuata l’intima connessione tra soprannaturale e naturale nei destini dell’uomo e della sua storia, così da rifiutare l’idea di «natura pura», ponendo invece nella natura stessa dell’uomo, in quanto creatura di Dio, la radice della sua aspirazione al soprannaturale»6. Considerato che, secondo questa filosofia, il soprannaturale si realizza già nella natura, nel modo materiale e misurabile, allora anche tutto ciò che concerne l’anima non può essere trattato in modo arbitrario, soggettivo o quasi “magico”, ma con logica metodica, secondo la prospettiva indicata da Simone Weil: «tutto nella creazione è sottoposto al metodo, compresi i punti d’intersezione fra questo e l’altro mondo»7.

Il tema della relazione tra corpo e anima che determina il passaggio da naturale a soprannaturale, è volutamente arduo da trattare nell’ambito delle arti visive, come anche in fotografia. Tra gli otto artisti8 che sono presenti in questa mostra collettiva, il progetto di Nicolò Quaresima9 riesce a inserirsi nella relazione tra naturale a soprannaturale attraverso un’analisi fotografica di microorganismi, che osservati nelle immagini finali appaiono come trasportati in uno spazio illimitato come in un racconto fantascientifico. I microrganismi, quali muffe, batteri e materiali di laboratorio sono il corpo e la natura, la loro trasposizione in fantascienza, è invece l’individuazione del soprannaturale. I corpi nella loro dimensione minima si convertono in uno spazio espanso, per effetto di una visione immaginativa che fa prevalere il valore dell’animo sui dati oggettivi. La serie fotografica presente in questa mostra prende il titolo di Planet Agar Agar, fu realizzata nel 2020 come libro d’artista, come spiega Nicolo Quaresima in una intervista del periodo: «Il nome del libro proviene dall’alga Agar Agar, utilizzata sia in cucina sia come base per le coltivazioni batteriologiche in laboratorio. (…) Il viaggio verso la scoperta di Agar Agar diventa un escamotage per uscire dalle mura domestiche, guardando il cielo ma con lo sguardo rivolto in basso: il micro che narra del macro. (…). In tutti i miei lavori, il processo è scientifico, soprattutto durante il concepimento di un’opera. Ipotesi – dimostrazione – tesi: così mi piace ragionare, e non sempre funziona, non sempre la dimostrazione sostiene l’idea iniziale».10

Assume un carattere fotografico e letterario il tema corpo e anima con i progetti di Arianna Pace, che da una parte adopera una poetica del “campionamento” di habitat naturalistici, dall’altra applica una trasvalutazione dei dati visivi raccolti in visioni più simboliche e spirituali.

Seguendo questa ambivalenza vengono presentate in mostra due sue opere: In thin section, eseguita nel 2021, dove alcune lastre di plastica trasparente contengono delle sezioni di rocce, dalle quali si individuano i minerali di cui sono composte. Più attinente invece ad una lettura poetica dei fenomeni biologici è invece l’installazione Landscape del 2021, composta da una tavola incisa che diventa vivaio di microrganismi, a cui viene affiancata la sua ricollocazione in un habitat naturale, fotografata con una visione tipica dell’autrice in cui i dettagli si fondono col contesto.

L’intero sviluppo formale e tematico dei progetti di Arianna Pace11 viene proposto in rete, dove fanno da traccia concettuale i suoi frequenti riferimenti letterari. Il metodo adoperato evidenzia come al singolo frammento di testo citato venga ricondotta la sequenza fotografica. Il mondo urbanizzato viene recepito come labirinto o mappa indecifrabile, seguendo la citazione di Marco Balzano: «Se Dio per caso esiste e ora mi guarda / che gli parrà questo pugno di case / questo incrocio smilzo di strade ai margini / che dopo tutti gli anni che mi annodo in tasca / mi sembra ancora una mappata di deserto, / un labirinto da cui non si scappa? 12». Riferendosi invece a Gilles Clément, l’elemento necessario è per Arianna Pace la rivalutazione dell’ambiente non ancora sovrastato dallo sfruttamento tecnico ed economico: «Le aree lasciate incolte, sono sempre esistite. La storia le denuncia come una perdita di potere dell’uomo sulla natura. E se si posasse su di loro uno sguardo diverso? Non sono forse le pagine nuove di cui abbiamo bisogno?13».

15 marzo 223

Note

1    SOPRANNATURALE | cŏrpus et anĭmus, presso Red Lab Gallery e Condominio, a cura di Giovanna Gammarota; dal 24 gennaio al 28 febbraio 2022 presso Condominio, fino al 2 aprile 2023 presso Red Lab Gallery.

2   Red Lab Gallery, via Solari, 46 Milano. La galleria è stata fondata nel 2018 da Lucia Pezzulla. La gallerista nel 2021 ha aperto anche una sede a Lecce che ospita residenze di artisti. http://www.redlabgallery.com/

3   Condominio, via Melchiorre Gioia, 41 Milano. È un contesto di tipo co-sharing, finalizzato alla promozione della fotografia e delle arti visive con un sistema collaborativo. https://condominioarte.xyz/

4   Giovanna Gammarota, Soprannaturale, corpus et animus. In: Tutte quelle cose, 24 gennaio 2023. Testo critico della mostra presso Red Lab Gallery e Codominio. https://www.tuttequellecose.com/ .Giovanna Gammarota è curatrice e critica di fotografia e arte contemporanea; ha pubblicato nelle riviste Gente di Fotografia, Doppiozero, Nazione Indiana. Ha fondato e dirige dal 2021 la rivista Tutte quelle cose, cultura visiva contemporanea. Presso Guerini e Associati è responsabile editoriale.

5   Giovanna Gammarota, ibidem.

6   Enciclopedia Italiana Treccani, alla voce: soprannaturale

7   Simone Weil, La prima radice (1943). Contenuto in: Sabina Moser, La fisica soprannaturale. Simone Weil e la scienza, San Paolo, 2011

8   Artisti presenti in mostra: Lidia Bianchi, Silvia Bigi, Marianne Bjørnmyr, Pierluigi Fresia, Arianna Pace, Niccolò Quaresima, Marco Rigamonti, Yorgos Yatrom.

9   Nicolò Quaresima è nato Roma 1995. Nei suoi progetti adopera la fotografia analogica e digitale forzandone i limiti bidimensionali verso lo sviluppo tridimensionale. Notizie sui progetti realizzati sono disponibili nel sito personale: https://www.niccoloquaresima.com/

10   Niccolò Quaresima e le foto del piacere. Intervista di Mattia Cucurullo. In: L’Amletico, 3 dicembre 2020.

11   Arianna Pace è nata Pesaro nel 1995; è stata selezionata per il prossimo New post photography award, con una giuria diretta da Gigliola Foschi. I suoi progetti sono contenuti nel profilo personale su Instagram.

12   I versi sono di: Marco Balzano, Mezze verità; Milano, La vita Felice edizioni, 2012.

13   La citazione da Gilles Clément è contenuta in: Sara Marini. Nuove terre Architetture e paesaggi dello scarto. Macerata, Quodlibet, 2018

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