CORPI IN SOSPENSIONE: LE ARCHITETTURE CANGIANTI DI TOMAS SARACENO

Introduzione all’installazione On Space Time Foam di Tomàs Saraceno
Recensione e fotografie a cura di Davide Tatti

Dal 26 ottobre 2012 al 17 febbraio 2013 la fondazione HangarBicocca ha presentato e mantenuto in funzione una complessa installazione di Tomàs Saraceno, On Space Time Foam. La natura partecipativa del progetto ha attirato nella fondazione oltre centomila visitatori, come detto dal curatore Andrea Lissoni durante l’incontro con l’artista del 31 gennaio. L’impresa è stata collettiva, sostenuta economicamente dalla Pirelli, e mantenuta da un gruppo di lavoro: tecnici, vigili del fuoco, sorveglianti che quotidianamente hanno gestito l’impianto perché fosse praticabile dai visitatori. L’installazione è stata progettata per la torre a cubo, ubicata nell’area ex Ansaldo-Breda. La torre è uno dei pochi edifici rimasti inalterati dal processo di deindustrializzazione e riconversione del nuovo piano urbanistico residenziale, universitario e commerciale, cominciato nel 1985. On Space Time Foam è costituta da tre membrane di PVC trasparente, agganciate a tutto il perimetro, sospese tra i 14 e 20 metri di altezza, alle quali si accede con piani differenti, attraverso una vano-scala appositamente realizzato. Il progetto, ideato dallo studio Saraceno a Berlino, ha avuto l’apporto della Lindstrand Technologies, azienda inglese di Oswestry, produttrice di materiali aerostatici. On Space Time Foam è una struttura che non ha una forma predeterminata, le varie configurazioni che assumono le membrane dipendono sia dalle quantità di pressione d’aria immesse nei tre livelli, sia dai movimenti compiuti dai partecipanti. La possibilità del singolo di risalire e stare più in alto nella bolla è determinata dallo scivolamento di altri: ogni partecipante è responsabile sia del proprio movimento che dell’altrui. L’installazione può essere osservata in trasparenza dal basso verso l’alto, con meraviglia e sbalordimento. – Saraceno con quest’opera tenta di produrre un habitat completamente artificiale – spiega Joseph Grima, storico dell’architettura, nella conferenza di chiusura, parlando poi di – ..aspirazione a costituire un luogo abitabile che si riproduce in maniera utopica senza regole che lo governano dall’alto, ma stipulate e condivise tra la comunità.On Space Time Foam è anche metafora dell’instabilità sociale tipica dei contesti urbani postindustriali: come al suo interno è improbabile tenere una posizione verticale e statica, così all’esterno è difficile consolidarsi, mantenere relazioni personali, sociali ed economiche favorevoli. Tomàs Saraceno nasce nel 1973 in Argentina; studia architettura a Buenos Aires e nel 2003 alla Städelschule di Francoforte con Peter Cook, fautore di strutture urbanistiche utopiche e visionarie per la fortissima componente tecnologica. Per Saraceno sono portanti i concetti di sospensione e rete, come in Cloud City costituita da aggregati modulari di bolle sospese, presentata nel 2012 al Metropolitan Museum of Art di New York; l’anno prima presso il MACRO di Roma realizza Cloudy Dunes. When Friedman Meets Bucky On Air-Port-City, installazione composta da 500 dodecaedri aggregati in modo caotico.

Davide Tatti
Nato in Sardegna nel 1969, dal 1999 vivo a Milano dove mi sono occupato di grafica editoriale. Nel 2007 una svolta verso la fotografia di documentazione, in particolare: paesaggio urbano, architettura e arte contemporanea.

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