CONFINE. RICONCILIAZIONE

PH Eleonora Oleotto
Nell’arco di due anni ho attraversato i due momenti più dolorosi della mia vita. Durante questo periodo mi sono sentita defraudata dal bisogno che avevo di manifestare la pienezza dei miei sentimenti. Ho sperimentato la solitudine intesa come difficoltà a creare empatia, quando gli altri si sentono coinvolti nella situazione e non sanno come reagire. Ho costatato che il grado di affettività porta spesso a minimizzare l’effetto devastante della morte di un caro e della malattia, per timore che la persona toccata non reagisca e si lasci andare. In realtà essere ascoltati, sentire gli altri in sintonia, contribuisce a diminuire il senso di smarrimento e le distanze di questo confine tra se stessi e gli altri. Queste immagini rappresentano il mio bisogno di raffigurare la sofferenza nei diversi aspetti vissuti, per distanziarla da me, ma anche l’intensità della sofferenza stessa rappresentata attraverso la contrazione del volto, la forza delle mani, il bisogno di difendersi e di coprirsi.

AUTORE Eleonora Oleotto
Fotografa, con una profonda passione per l’arte e la fotografia. Inizio a sviluppare e ad approfondire la fotografia sin da piccola e in seguito con il prof. Italo Zannier. Mi appassionano il reportage, la fotografia di strada e i ritratti. Negli anni ho partecipato a diverse mostre collettive di fotografia ho sviluppato diversi progetti fotografici. Da qualche anno l’attenzione si è spostata su me stessa, su quello che vivo e quello che sento, e lo rappresento con le mie immagini. Fare fotografia per me rappresenta, oltre che una passione, anche un modo per rendere visibile l’invisibile, per aiutare me stessa e gli altri a “vedere” ciò che a volte non riusciamo a cogliere nel nostro animo. La fotografia diventa una necessità, sento come urgenza l’esprimermi tramite questo mezzo e portare avanti questi progetti che segnano delle radicali trasformazioni dentro me. Il percorso introspettivo-fotografico che ho intrapreso ha portato la mia sensibilità a rivolgersi anche verso gli altri. Utilizzo la fotografia, a supporto della terapia psicologica, per aiutare le persone a lavorare sulle proprie emozioni, sul concetto di percezione di sé, accettazione, autostima, fiducia in se stessi, nel proprio corpo, nella propria immagine, nella propria identità. Ho esposto le mie opere in diverse mostre collettive in Friuli Venezia Giulia, a Firenze e New York.

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