CONFINE – Narrazione Collettiva

Copertina Confine

A cura di Tina Miglietta

‘’Don’t be afraid. Be ready. There are more of us than them’’.

Nella puntata  di “Parole di Luce” del 21 novembre scorso abbiamo puntato lo sguardo su un tema sociale delicato e complesso: quello dell’immigrazione, osservandolo attraverso le toccanti pagine della narrazione collettiva di ‘’Confine’’, un progetto editoriale nato dall’idea di quattro giornalisti comaschi: Mattia VaccaPhilip Di Salvo, Emanuele Amighetti, Giovanni Egeo Marchi.

Più che un libro fotografico può essere definito come un vero e proprio progetto editoriale, dove le immagini sono funzionali ai testi scritti e non vengono esposte per la bellezza in sé, ma semplicemente per dare luce alla parola scritta.

Tutto nasce per caso l’11 Luglio del 2016 quando, a Como, arrivano un’ottantina di migranti diretti verso il Nord Europa attraverso la Svizzera. Nel giro di un mese aumentano fino ad almeno cinquecento presenze e vengono obbligati a sostare in un campo profughi governativo improvvisato nel parco all’esterno della stazione ferroviaria di Como gestito dalla Croce Rossa, in attesa di conoscere il loro futuro.

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Como si ritrova così ad affrontare problematiche ad essa sconosciute e soprattutto si scopre autentica ‘’città di confine’’. Molto importante è dare rilievo all’identità nascosta di questa città che pur essendo stata ‘’confine’’ da sempre, non si era mai accorta di esserlo con una frontiera che era sempre stata tranquilla e ‘’rassicurante’’.

Como si riscopre anche protagonista della storia e questo nuovo ruolo è la base su cui viene costruito il progetto dei nostri quattro autori. Autori tutti comaschi che stranamente non si erano mai incontrati prima e che non si erano mai occupati di tematiche simili. Erano stati semplicemente incaricati dalle rispettive testate giornalistiche di documentare gli avvenimenti del luglio 2016.

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Emanuele e Mattia, i fotografi, Giovanni, il visual design e Philip, l’editor.

E’ Mattia a raccontare con le sue parole come è nata l’idea del progetto: ‘’A noi interessava fissare la storia. Nel luglio 2016 Como è stata militarizzata e noi volevamo dare una visibilità importante alla nostra città protagonista di questo pezzo di storia e quando i migranti vennero ospitati nel campo profughi vicino alla stazione, smisero di fare notizia. E l’idea mi venne quando un mio vicino mi disse ‘’non ci sono più migranti’’!. Noi, invece, abbiamo voluto mostrare alla città cosa stesse realmente accadendo e dare all’ “invisibile” quella visibilità che gli apparteneva.’’

Nel libro le fotografie di Mattia e di Emanuele si alternano a contributi testuali molto importanti. Non è un photobook e neanche un prodotto giornalistico: è un ibrido particolare con contenuti di data visualization, esperimenti grafici grazie ai quali ad un certo punto il libro viene girato, si muove in vari modi, ha una parte interna diversa per le scritte in italiano. Non sono foto firmate per non dare troppa importanza alle immagini che sono solo una parte del racconto che è un dialogo tra immagini e testi in lingua inglese.

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Le fotografie incluse sono state pubblicate originariamente da diverse testate internazionali: quelle di Mattia sono state date alle stampe da ‘’Die Zeit’’, ‘’Il Corriere della Sera’’, ‘’La Stampa’’ ed ‘’Open Migration’’ ed hanno vinto anche il Premio Vergani come migliore webdoc 2016. Quelle di Emanuele, invece, sono state pubblicate da ‘’Politico Europe’’, ‘’Open Migration’’ e ‘’The Towner’’ ed hanno vinto un Award Excellence della Society for News Design Competition.

Il volume contiene anche una selezione di articoli giornalistici pubblicati nelle settimane più critiche , alcuni dei quali pubblicati su ‘’The Towner’’e su ‘’Open Migration’’.

Un testo fondamentale è, però, quello dell’editor Philp Di Salvo perché è quello da cui nasce l’idea del progetto , quello in cui si parla di questa condizione di città di confine che non sa di esserlo.

Altri articoli importanti sono firmati da Andrea Quadroni che è il ‘’cronista di città’’ e da Luigi Mastrodonato che lavora per ‘’Internazionale’’.

Un altro testo importante è di Alessandro Ronchi, uno scritto intimo che racconta la storia di un ragazzo migrante.

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L’editing è stato fatto a quattro teste, addirittura da un fotografo per l’altro e per la pubblicazione è stata scelta la strada del crowdfounding con la casa editrice Delicious Editions fondata nel 2014 da Mattia Vacca per pubblicare il suo primo photobook su un carnevale alpino molto particolare.

Questa modalità di raccolta fondi ha permesso di coinvolgere direttamente le persone nel progetto: ci sono stati ben 282 founders che hanno acquistato il libro un anno prima della pubblicazione ed almeno 150 di essi erano di Como. L’eccedenza del founding, di circa mille e duecento euro, è stata donata in beneficenza ad un prete anarchico della zona che fa accoglienza vera ai migranti.

La collaborazione tra i quattro autori non si fermerà qui ed è in programma la formazione del ‘’collettivo confine’’ che li vedrà protagonisti di nuovi interessanti progetti nel 2019.

 

Tutto ciò è stato il tema della trasmissione radiofonica Parole di Luce, andata in onda il 21 novembre scorso, condotta da Sandro Bini e Martin Rance e a cura di Novaradio e Deaphoto.

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Mattia Vacca (photographer) è un fotogiornalista freelance. Ha lavorato per il Corriere della Sera occupandosi delle notizie dell’ultima ora per il Nord Italia. Il suo primo photobook ‘’A Winter’s Tale’’ è stato pubblicato nel 2014. I suoi lavori sono apparsi sulle principali testate internazionali. Ha ricevuto numerosi premi tra cui il Sony World Photography Awards, l’Unesco Humanity Photo Awards, il Renaissance Prize, il New York Photo Awards, il Foto 8 Summershow ed il Phodar Biennial. Le sue fotografie sono state esposte nelle gallerie di tutto il mondo.

Philip Di Salvo è un ricercatore post-doc presso l’Istituto di media e giornalismo dell’Università della Svizzera italiana (Usi) di Lugano. Qui, fa ricerca sul whistleblowing, il giornalismo investigativo, la sorveglianza di Internet e le relazioni tra giornalismo e hacking. All’Usi insegna giornalismo sia a livello bachelor che master. Nel 2018, Philip ha ottenuto un dottorato di ricerca in scienze della comunicazione dall’Usi di Lugano. Dal 2018, Philip insegna anche presso Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Come giornalista freelance, Philip scrive per Wired, Motherboard/Vice, Esquire e altre testate, trattando gli impatti sociali della tecnologia.

Emanuele Amighetti è un fotografo documentarista con sede a Milano, Italia. Si è laureato in Studi mediorientali presso l’Università Ca ‘Foscari e poi ha frequentato il famoso Eddie Adams Workshop XXX a fine 2017 (Jeffersonville, NY).  Nel 2018 è stato incluso nella lista dei vincitori del concorso The Magenta Flash Forward che presenta opere di 100 fotografi emergenti selezionati in tutto il mondo. Ha ricevuto anche riconoscimenti come: PDN Photo Annual, Head on Photo Festival Awards, Tokyo International Photography Competition (TIPC) e Belfast Photo Festival. Le sue fotografie sono state esposte in gallerie e festival internazionali e le sue opere personali e commissionate sono state pubblicate su alcune delle pubblicazioni più importanti del mondo.

Giovanni Egeo Marchi (Design e Art Director). Ha curato il progetto grafico del libro.

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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