COMFORT. Editoriale

di Francesca Ronconi
Nel nostro linguaggio il concetto di comfort opera contornato da un alone positivo. Le spese e gli studi affrontati per massimizzarlo, sono comunemente pensati come utili e desiderabili. Questo numero nasce per raccontare le luci e le ombre della ricerca di un benessere tangibile. La domanda che vi affido mentre prendete visione dei contenuti proposti è la seguente: quali sono le conseguenze della diffusione del comfort sulle relazioni tra individui?
Attualmente l’isola artificiale più grande al mondo si chiama Palma Jumeirah, si trova negli Emirati Arabi Uniti e la sua sagoma riproduce quella di una palma racchiusa in una mezzaluna. Costruita con la sabbia dragata dal fondo del Golfo Persico, permette di incrementare di 78 km lo sviluppo costiero di Dubai. Tra una decina di anni il suo primato sarà offuscato dal completamento dei lavori di costruzione della sorella maggiore, Palma Deira, che occuperà una superficie di circa 46,35 km² di terra e roccia. Palma Jebel Ali invece è la sorella più piccola e con la disposizione delle sue 404 case compone questi versi visibili dall’alto: Prendi la saggezza dal saggio / Ci vuole un uomo sagace per scrivere sull’acqua / Non tutti quelli che cavalcano un cavallo sono dei fantini / I grandi uomini si alzano per più grandi sfide.
Le Isole delle Palme sono l’espressione fisica del comfort applicato alla vacanza: sulla loro superficie stanno sorgendo oltre 100 alberghi di lusso, ville e appartamenti esclusivi sul mare, centri commerciali, ristoranti, porti, parchi acquatici, strutture sportive e terme. Per raggiungere Palma Jumeirah è stata costruita una monorotaia lunga 5,45 chilometri con estensioni previste per raggiungere la metropolitana di Dubai. Si tratta di un mezzo di trasporto pubblico.
Il comfort più appetibile non è quello che isola e basta, ma quello che si stacca lasciando un ponte per essere raggiunto. E selettivamente condiviso.