CIVILE

Introduzione alle immagini

di Paolo Contaldo

Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare.”

Brassaï

Sono molte in questo numero le immagini che suggeriscono, muovono e rompono l’equilibrio statico della disattenzione.

Alberto Ianiro attraverso il suo “Twentyone” ci mette difronte alla dolce consapevolezza di una società inclusiva e responsabile, dove la sindrome di Down diventa occasione di confronto e supporto attivo.

Le manifestazioni diventano altrettanti luoghi di civiltà nelle immagini di Alessandro Caporale, piene e straripanti di un “Nuovo Senso Civico”. “Seminare il Futuro”, progetto di Luca Moretti, ripercorre la stessa alchimia di elementi. Etica e partecipazione volte a ristabilire un rapporto sano con la natura, i suoi tempi ed i suoi spazi.

L’accezione positiva muta sull’osservazione realistica e puntuale di Roberto Petrocchi, attraverso “Uno sguardo sulla strada” disarmante termometro della conflittualità e precarietà sociale.

Importante e vicino al disagio il racconto “Ludovicu “ di Mariano Siletti. Si parla di una persona scomparsa, ma ancora di più della distanza, della povertà e delle condizioni di una comunità ai margini della nostra impaurita indifferenza.

Anna Lordi con “Quel che resta del Roma Vintage” con mette in luce un’ altra delle nostre peggiori contraddizioni. Il nostro territorio ricco di storia e paesaggio deturpato dalla mancanza di rispetto e progettualità da parte dei nostri amministratori.

“Morire cantando” di Chiara Ferrin ci mostra con chiarezza, attraverso immagini di un nuovo asettico quartiere in costruzione, un riempimento che in realtà svuota, una modernità che incute paura.

Il valore contemporaneo della storia trova il suo merito nel progetto “Ricordare per non dimenticare”, dove la Battaglia di Creta del Maggio 1941 è occasione per fare della memoria uno strumento potente per il futuro.

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