CHANGE. RIFLESSIONI URBANE

PH Caterina Caputo

Nella città ogni racconto è la storia di un luogo e delle relazioni che intercorrono tra quel luogo e l’essere umano. Da qualche tempo la mia ricerca fotografica si concentra sulla narrazione degli ambienti urbani, della loro relazione e dei loro mutamenti, del loro essere testimonianza di vita. Le pratiche urbane sono lo strumento spontaneo attraverso cui ogni individuo vive e dà forma allo spazio che attraversa, sono le azioni che si attuano nella quotidianità. L’uomo provoca mutamenti che rendono la città sempre diseguale a se stessa, essa si nutre delle attitudini e delle menti dei suoi abitanti, «la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee di una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole». (Italo Calvino, Le città invisibili, Torino, Einaudi, 1979, pp. 18-19). Gli scatti selezionati raccontano e descrivono i luoghi di una delle metropoli più famose e controverse al mondo, New York.

AUTORE Caterina Caputo

Dopo essermi laureata a Firenze in storia dell’arte contemporanea mi sono appassionata almedium fotografico decidendo di conseguire il diploma come fotografa. Tutt’oggi questo connubio continua a far parte della mia vita e del mio lavoro.
Mi interessa la fotografia come linguaggio di comunicazione, quindi specchio della società moderna. Attraverso il  mezzo fotografico il reale e l’irreale collima, dando origine ad un cortocircuito che trova la sua massima espressione proprio nel mondo contemporaneo.

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