CASA. LIVING AREA IN VARANASI

PH Maria Cardamone
La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada” scriveva Bruce Chatwin. E questo tanto più è vero a Varanasi, in India, dove la gente comune un po’ per cultura e un po’ per le temperature estive tende a vivere all’aperto e nei luoghi pubblici. In città perciò si respira ancora l’atmosfera del villaggio, dove tutti conoscono tutti e i bambini girano indisturbati, come figli di un’unica mamma: la terra. In alcuni quartieri, come quel mussulmano, le case sono piccole e lasciate vuote, mentre le strade si affollano; i ragazzi più grandi tengono in braccio i più piccoli, gli adulti supervisionano da lontano. Varanasi è la città più antica e sacra dell’India e offre al suo interno grandi varietà di stili abitativi. La casa più importante è il famoso Palazzo del Tigri, dove abita il ricco proprietario della Ghat delle cremazioni sul Gange. I pellegrini Hindu credono che la cremazione effettuata in quella Ghat di Varanasi assicuri al defunto la liberazione dal ciclo delle rinascite e quindi la Ghat costituisce il maggior business della città. In questa casa le donne restano sempre nascoste in una stanza a loro adibita, mentre fuori nel terrazzo visibile dal fiume spiccano statue di tigri, insieme simbolo di regalità e stravaganza. In una casa così grande vivono anche i servi, considerati intoccabili, che si occupano del foraggio delle bestie e altri servigi. Nei quartieri periferici e nei ceti più bassi questa distinzione delle stanze non c’è: qui è possibile trovare un’intera famiglia al lavoro condividere gli spazi di una casa a cielo aperto. Spesso anche gli animali sono parte integrante della famiglia: il pappagallo, la capra, e soprattutto le scimmie per cui Varanasi è famosa i quali vivono per lo più sui tetti ma a volte anche come veri e propri animali domestici. A Varanasi poi non mancano di certo delle contraddizioni: è infatti possibile trovare un televisore dove non te lo aspetteresti, nella minuscola stanza-casa di uno slum. Se non bastassero le strade colme di gente a dare questa sensazione di apertura, ci sono i tetti. A Varanasi i ragazzini, ma anche gli adulti giocano spesso con l’aquilone, tanto che il cielo sembra essere anch’esso abitato e i terrazzi colmi di gente.

AUTORE Maria Cardamone
Maria Cardamone è una fotografa freelance, nata a Palermo (1984). Lavora nel campo della fotografia dal 2008, seguendo una formazione che comprende corsi presso l’Università di Palermo, Palermophoto, e corso di Reportage con il fotografo Fausto Podavini. Al termine dei suoi studi universitari, nella sua tesi in geografia analizza la visione del geografo Denis Cosgrove che collega l’uso della fotografia aerea con la mappatura e l’uso politico e culturale delle mappe. Dal 2012 al 2014 Maria ha vissuto a Londra, dove ha lavorato in studio, come fotografa di ritratto e moda, sperimentando anche il processo di sviluppo e stampa in laboratorio. Le sue fotografie sono state pubblicate nel Corriere della Sera, La Repubblica, Urban Photography Magazine, Private Magazine, “Don’t Take Pictures” Magazine, Social Documentary Network e Lens Culture. Maria Cardamone ha esposto sia in mostre personali sia collettive, in Italia e all’estero.

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