CASA. ANCESTORS

PH Camilla Urso
Il progetto “Ancestors” è un’indagine autobiografica sul senso delle leggi spesso invisibili ma inossidabili e potentissime che regolano l’appartenenza familiare e la fedeltà agli antenati.
Ciascuno di noi occupa un posto ben preciso all’interno della catena generazionale da cui è generato. Le regole imposte dal patto transgenerazionale per avere diritto a occupare quel posto e avere status di appartenenza sono legami cui a volte è necessario ribellarsi per rendersi visibili ed esistere aldilà degli investimenti emotivi e fisici che gli antenati hanno fatto su di noi. Ancestors è una storia di lotta per la nascita di una casa, la mia.
E di un conflitto antico tra il bisogno di occupare quel posto a tutti i costi e potere così meritare l’amore materno e familiare, e la necessità di affrancarsene per avere diritto a esistere e prosperare.Una storia di lotta per trasformare l’eredità indicibile in libertà.
Di generazione in generazione.

AUTORE Camilla Urso
A un certo punto, nessuna immagine. E’ nel 2010, grazie alla fotografia e alla pratica dell’autoritratto, che comincia un processo irreversibile di ri-narrazione di sé e di ribellione alle regole che fino a quel momento avevano normato la sua capacità di esprimersi e la norma con cui inquadrare il visibile. L’esperienza di scattare, ri-scattare e ri-scattarsi e di creare spazi-immagine in cui ritrovarsi e in cui accogliere le storie degli altri diviene il cardine della propria ricerca personale e professionale. E forma non sempre pacifica di resistenza. Fotografa autodidatta, si specializza nell’utilizzo dei mediatori artistici nella relazione d’aiuto, in particolare foto e video, nell’ambito del master “Video, fotografia, teatro e mediazione artistica nella relazione d’aiuto” diretto da Oliviero Rossi, e in seguito approfondisce gli studi con foto terapeuti, artisti e fotografi. Espone i suoi progetti in gallerie e nell’ambito di convegni, festival e incontri dedicati alla fotografia come mediatore per la narrazione di sé. Adesso conduce laboratori di narrazione e autobiografia per immagini rivolti a utenti di servizi pubblici, associazioni e privati. Porta avanti nella sua pratica quotidiana, una ricerca che si appoggia sulle immagini e sulla fotografia contaminandosi con scrittura, manipolazioni creative, strappi, rammendi e oggetti della memoria personale per raccontare storie che hanno bisogno di essere liberate.
Prima di tutto la sua.

Versione PDF dell'ultimo numero sfogliabile e scaricabile