CARAVAGGIO IN CUCINA. RENATO MARCIALIS ALLA CORTE DI MICHELANGELO MERISI

Introduzione alla mostra “CARAVAGGIO IN CUCINA” di Renato Marcialis
20-22 maggio 2016

Studio Marcialis, Via Giacomo Watt 10, Milano
Recensione a cura di 6Glab

Sono trascorsi 8 anni da quando, nel 2008, Renato Marcialis ha presentato per la prima volta “Caravaggio in Cucina”, progetto fotografico in continua evoluzione nel quale, grazie alla tecnica del “light painting”, l’artista disegna con luce caravaggesca i volumi di alimenti, frutta ed ortaggi, dando vita a vere e proprie immagini pittoriche. Oggi abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo e indagare più da vicino su questo progetto e su cosa significhi realmente essere un food photographer.

Innanzitutto, come nasce Caravaggio in Cucina?
Come spesso accade quando si ha tra le mani qualcosa di davvero prezioso, Caravaggio in Cucina è nato per caso. Stavo cercando la luce giusta per svolgere un lavoro commissionato da un cliente, quando ho pensato esattamente all’effetto di cui avevo bisogno, un effetto quasi pittorico. Così mi è tornata alla mente una fibra ottica acquistata più di 25 anni fa, l’ho utilizzata e ho messo in pratica quel pensiero:  da quel momento mi si è aperto un mondo. Ho iniziato a lavorare con la tecnica della luce pennellata, senza l’ausilio del foto ritocco. Le forme hanno iniziato ad assumere un aspetto morbido e tridimensionale e, come nei quadri di Caravaggio, improvvisamente le ho viste uscire dal buio della scena, rimanendo le vere e sole protagoniste. Da qui la mia mente non ha potuto che pensare a Caravaggio che, trovandosi in un palazzo di un suo committente tra saloni e corridoi alla fine raggiungeva un’immensa cucina dove un numero esorbitante di ingredienti non attendeva che lui. E quindi come ripagarli se non ritraendoli uno ad uno?

Quando sarà possibile visitare la mostra?
Dal 20 al 22 maggio. Ho voluto aprire il mio studio a Milano e creare qualcosa di unico in occasione dei miei 60 anni. Mi fa piacere festeggiare questo traguardo importante in un luogo in cui ho condiviso buona parte di questi anni e che ha visto nascere il progetto di Caravaggio. Infatti la peculiarità di questa mostra è che il pubblico sarà accolto in quelle ambientazioni fatte di oggetti ricercati e di antiquariato della gastronomia italiana, luci, atmosfere e colori che hanno fatto da culla alle mie opere.

Quanto è importante la luce nella tua fotografia?
Per quanto mi riguarda la luce è tutto ma forse non tutti la pensano così perché oggi noto un certo piattume in tal senso. Molti tendono ad affidarsi solo alla luce naturale che non solo vuol dire dare vita a riprese sempre simili tra loro ma logisticamente vuol dire anche smettere di lavorare alle 16 in pieno inverno! Io gioco con la luce e la manipolo, non può quindi che essere essenziale per il mio lavoro.

C’è una specifica frase che usi solitamente per spiegare la tecnica delle tue immagini.
Sì certo “…e riposto il pennello, disegnai con un raggio di luce, forme e colori, altresì nascosti da una incommensurabile oscurità.” Il  pennello del pittore intriso di colori in questo caso è sostituito da un altro pennello dal quale al posto dei colori scaturisce un raggio di luce con cui illumino, dove ritengo opportuno, i soggetti posizionati in una accurata composizione.

Una curiosità, ma i prodotti protagonisti sono tutti freschi?!
Ci puoi giurare, freschissimi e a km zero… arrivano direttamente dal mio orto nelle Marche e vengono raccolti e fotografati.

Hai un consiglio da dare anche a chi non è professionista del settore?
Il primo sarebbe quello di frequentare un corso di fotografia, ma se non ci sono tempo o voglia quantomeno qualche workshop organizzato da professionisti… c’è bisogno di cultura e di esperienza, anche se non si è professionisti e non si ambisce a farne una professione.

Un’ultima domanda… delle tue foto sono belli anche i nomi, li scegli tu?
Certo, anche quello è parte del risultato finale. Mi piace che le mie foto abbiano nomi ironici, che facciano sorridere o che sottendano a quello che poi è il significato della fotografia stessa, che va al di là del soggetto raffigurato. Così ad esempio c’è “Estrema protezione” in cui si vedono dei carciofi con le spine legati da uno spago in un bouquet da sposa, oppure “Mai smettere di sognare” in cui è ritratta una donna, in una delle poche immagini del lavoro che include anche un soggetto umano, che con sguardo pensieroso è assorta nell’atto di tagliare una verza. Mai smettere di sognare… un titolo che è anche un’esortazione per tutti!

6Glab
Il laboratorio di idee, la nuova divisione dedicata al mondo della fotografia, dell’arte e della cultura di SEIGRADI, agenzia di relazioni pubbliche e marketing communications fondata nel 2003. 6Glab nasce per supportare il cliente in tutte le fasi di avanzamento di un progetto, dall’ideazione fino alla sua effettiva realizzazione e comunicazione, con l’obbiettivo di mettere in contatto il mondo imprenditoriale con quello culturale e artistico.

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