Be a Muse

A cura di Diego Cicionesi

Ho incontrato Alessandro Comandini, fotografo per passione, a distanza di breve  tempo della mostra “Be a Muse”, esposta nelle sale di Palazzo Caetani (Biblioteca della Legalità) a Cisterna di Latina (LT). Un incontro per parlare di ciò che lo ha portato a concretizzare questa idea che riflette sulla bellezza e sull’immagine, propria e altrui. 

Buongiorno Alessandro. Presentati brevemente…

Ho iniziato a fotografare con una Kodak Retinette, avevo 10 anni, e da allora non ho mai abbandonato la fotografia ai sali d’argento. Ho abbracciato tardi il digitale, resistendo alle sirene fin quando ho potuto. Oggi lavoro con tutti i materiali disponibili, comprese le pellicole istantanee ed il medio formato.

Quali sono i temi della tua ricerca?

Il ritratto mi ha sempre affascinato, ma i soggetti disponibili, soprattutto all’inizio, scarseggiavano, così mi sono ritrovato ad esplorare il mondo dell’auto-ritratto, che non ho più abbandonato.

Sono orgoglioso che oggi due mie opere siano conservate presso il MUSINF, il Museo Comunale d’arte moderna e dell’informazione e della fotografia di Senigallia.

Attualmente sto indagando le potenzialità narrative e la forza evocativa delle vecchie Polaroid e delle fotocamere analogiche in medio formato degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Sviluppo e stampo personalmente i negativi.

Dal 2013 ho fondato, insieme ad altri due amici, l’Associazione Culturale Fotografica “100 ASA”.

Quali fotografi ti hanno ispirato?

La verità? Sono cresciuto guardando e riguardando le foto di Helmut Newton. Sembrerà banale, ma quelle modelle, quelle location, quella tensione e quel bianco e nero semplice e al tempo stesso potente mi hanno stregato. “Progresso Fotografico” e “Photo” erano le mie letture preferite. Ogni numero l’ho letto e riletto e tutti i grandi della fotografia, da quelle pagine, mi hanno accompagnato, aiutandomi ad accrescere il mio bagaglio culturale e stilistico.

Parlaci della mostra “Be a Muse”…

Be a Muse è un percorso di sguardi, un progetto sull’identità e l’immagine di sé. Verità è Bellezza insieme. E’ nato da un’idea condivisa con Nadia Biscossi, con la cui associazione, Il Ponte, è stata realizzata. “Be a Muse” è una riflessione sull’identità e la consapevolezza di sé e della propria immagine. Un argomento di stringente attualità: viviamo immersi in un mondo connesso, dove la gestione della propria immagine è quanto mai delicata. Sei ragazzi poco più che ventenni, Alessandro, Arianna, Edoardo, Federico, Francesca e Matteo, hanno accettato la sfida di diventare Muse, di farsi immagine, di metterci la faccia per scoprire se quello che appaiono coincide con quello che sono, o pensano di essere.

Poi avete portato questa mostra sul territorio…

Il progetto nasce dal territorio: gli scatti sono stati realizzati in due luoghi simbolici della città di Cisterna: la Biblioteca della Legalità e in una Chiesa recentemente abbandonata nel borghetto di Olmobello. Le fotografie, stampate su carta velluto Fujifilm formato 50×70, sono state esposte due settimane nelle sale di Palazzo Caetani ed in parte inserite in una installazione nella Biblioteca della Legalità, tra libri storici di diritto e arredi settecenteschi. Le fotografie erano accompagnate dalle sculture di Andrea Tudini, alcune delle quali erano state inserite negli scatti, quali elementi scenici di forte impatto emotivo. Come spesso accade, le immagini vivono di vita propria e, finita la mostra, quegli sguardi hanno continuato ad occhieggiare dalle vetrine dei negozi del centro cittadino, dove grazie alla disponibilità e sensibilità dei commercianti coinvolti, sono rimaste esposte fino all’Epifania. Credo molto nel ruolo sociale e pedagogico del bello, che non deve rimanere chiuso in uno scrigno, ma mostrarsi, incrociare gli sguardi della gente e, possibilmente, ispirare altra bellezza.

Progetti futuri?

Con 100ASA stiamo lavorando molto su un’interpretazione ironica e surreale della stage photography: stiamo realizzando lavori, caratterizzati da uno stile al limite del grottesco, sul tema della crisi e i cambiamenti che sta portando nella nostra società, nel nostro quotidiano. Sono degli autoritratti collettivi in cui l’attenzione al territorio, che fornisce il set, è una condizione essenziale.

Altri progetti riguardano la mobile photography. Credo molto nelle potenzialità espressive di questa reincarnazione della fotografia istantanea e sto portando a termine un lavoro sul tema del viaggio ai tempi dell’ ”Alta Velocità”. Un lavoro realizzato in gran parte sui treni Frecciarossa, che spero di poter pubblicare presto.

 

Diego Cicionesi

Innamorato da sempre della fotografia, ho ripreso dopo una lunga inattività con un nuovo e totale approccio al mondo digitale. Sono nello Staff dell’Associazione Deaphoto, tutor per gli studenti dei corsi di Progettazione. Sono Responsabile Recensioni ed Eventi di Clic-he. Individualmente studio i paesaggi urbani con predilezione per la foto di strada e la vita in periferia, in una scelta compositiva geometrica e tendenzialmente minimalista. Sono attratto dalle reciproche relazioni tra fotografia e psicologia e studio l’interazione tra soggettività, interiorità e elementi architettonici. Vivo con curiosità e un po’ di caos tutte le cose della mia vita, integrando il medium visivo con letture di ogni genere e musica.

L’essenza del mio vivere si concretizza nei viaggi, di qualsiasi durata e distanza.

 

 

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