AUTORI AL MIA PHOTO FAIR: JACOPO DI CERA IN UN’INTERVISTA DI 6GLAB.

Introduzione alla mostra “Fino alla fine del mare” di Jacopo Di Cera
dal 28 aprile al 2 maggio 2016 al MIA PHOTO FAIR
The Mall – Porta Nuova Varesine
Piazza Lina BO Bardi,1  Milano
Intervista all’autore a cura di 6Glab


Quando hai realizzato il progetto “Fino alla fine del mare”? Di cosa si tratta?
“Fino alla fine del mare”è un viaggio figurato e metaforico composto da trenta immagini a colori dei frammenti degli scafi nel cimitero delle barche di Lampedusa, stampate in alta definizione alcune direttamente su pezzi di legno delle barche stesse. Ho realizzato questo progetto l’anno scorso, la prima volta che sono stato a Lampedusa. Per caso mi sono imbattuto in un’area vicino al porto dove vi erano numerosi barconi accatastati e abbandonati in quella che era una sorta di “cimitero delle barche”. Profondamente toccato da questa immagine, mi sono avventurato tra i relitti, mentre nasceva poco a poco dentro di me un fortissimo legame con il contesto, un’energia nuova. Dall’esterno potevano sembrare solo delle vecchie barche accatastate ma attorno a questi semplici pezzi di legno vi erano una serie di elementi grafici e cromatici che hanno attirato molto la mia attenzione.  Man mano che mi avvicinavo, questi elementi se pur profondamente astratti iniziavano a raccontarmi storie, a portarmi verso reminiscenze ed associazioni visive che raccontano di cronaca e del nostro contemporaneo. Il primo impatto che ho avuto è che questi pezzi di legno si ispirassero ad opere d’arte preesistenti come quelle di Mark Rothko o Yves Klein. La sera riguardando gli scatti mi sono subito reso conto che avevamo in mano un progetto fotografico con grandissime potenzialità. Inizialmente ho iniziato a scattare un po’ per caso ma poi dopo i primi scatti ho proseguito con un’attenzione e cura sempre maggiore. La sera riguardando gli scatti con mia moglie ci siamo subito reso conto che avevamo in mano un progetto fotografico con grandissime potenzialità. Mi ha supportato molto, sin dall’inizio. E’ stata praticamente la prima ammiratrice del progetto. Sono ritornato a Lampedusa altre due volte per completare il lavoro, anche in pieno inverno. E il fascino, la solitudine e la malinconia dell’isola mi hanno conquistato definitivamente.

La raccolta meticolosa di tutte queste immagini e di questi elementi artistici, cromatici e soprattutto compositivi hanno poi ispirato quella che è la metafora del viaggio, dell’isola e il significato che la barca rappresenta. L’obiettivo è quello di parlare in maniera nuova, non con immagini ma attraverso cromatismi e la scelta di specifici materiali come il legno e la resina, di un tema tanto caldo  quanto importante che è l’immigrazione non solo per l’Italia ma per l’Europa intera. L’obiettivo è stato appunto quello di provare a raccontare questa storia in maniera del tutto innovativa e con chiavi di lettura diverse. Questa è la vera finalità di “Fino alla fine del mare”.

Cosa vuoi raccontare attraverso questo lavoro?
In questo nuovo lavoro ho voluto raccontare attraverso forme e cromatismi l’errare dell’uomo, narrare una storia attraverso elementi grafici e artistici. L’arte per me è sempre stata energia, un’energia che dona speranza. Le barche abbandonate e deteriorate che portano intrinsecamente con sé una storia mi hanno ispirato artisticamente sin dall’inizio.  Probabilmente per il 99% delle persone queste barche trasmettono un sentimento  di morte o di tristezza, in realtà io ci ho visto grande speranza; in questi pezzi di legno ho sentito  un cuore pulsante. Sono riuscito a trovare una energia immensa.

Ho provato a cercare una modalità di utilizzo della fotografia originale per mostrare come solo con il colore e la forma si possano regalare meravigliose associazioni visive che spuntano dalla nostra memoria, creando un’archeologia visuale la quale attinge dal nostro presente e dal nostro passato, da fatti di cronaca che raccontano il nostro contemporaneo.

Dopo il MIA Photo Fair, dove esporrai il progetto e come proseguirà questo lavoro?
“Fino alla fine del mare”, sarà una mostra itinerante. Metafora del viaggio dell’uomo, l’esposizione, partendo a fine Maggio da Roma, che è tra l’altro la mia città adottiva, toccherà  Napoli, Cagliari, Capri ed infine Lampedusa, tappa dovuta per aver ispirato questo lavoro a me tanto caro quanto importante. L’idea è infatti quella di fare un percorso itinerante in posti dove il mare rappresenti un forte elemento simbolico; vogliamo dare un percorso figurativo al viaggio, proprio perché è una mostra che parla della metafora del viaggio stesso.

Com’è nata l’idea di stampare su pezzi di legno della barche? Hai riscontrato delle difficoltà? Che valore ha il legno?
Il progetto fotografico è stato stampato direttamente sul legno e reso unico dall’applicazione di resina per un effetto ‘acquoso’. Legno e Acqua per portare il mare, il viaggio, l’odissea dell’umano errare, fin dentro l’opera. Il legno rappresenta il materiale-simbolo naturale del progetto ma la scelta è stata una grandissima sfida; per molti mesi abbiamo fatto prove per capire quale fosse il supporto migliore per rappresentare queste fotografie, immagini forti e intense dal punto di vista cromatico e con una composizione molto particolare. Successivamente, una volta scelto il legno come principale materiale, sono trascorsi ulteriori mesi in cui abbiamo studiato accuratamente i vari tipi di legno in modo da selezionare quello che assorbisse i colori nella maniera più naturale e corretta possibile e che al tempo stesso rappresentasse il più possibile il legno delle barche di Lampedusa. Siamo passati dai faggi, ai pioppi, agli abeti a qualsiasi tipo di elemento che più si avvicinasse a questo effetto e alla fine siamo riusciti a trovare la giusta soluzione.

Per rendere le foto delle opere uniche, come anticipavo, ho poi applicato manualmente della resina sulle stampe, creando un effetto lucido che ricorda l’acqua. La superficie del legno, non trattata, e tutte le applicazioni manuali realizzate direttamente da me rendono ogni singola fotografia un’opera d’arte unica.

Sebbene io provenga da un ambito lavorativo diverso devo dire che mi ha veramente affascinato questo progetto e che mi affascina tuttora perché ha dato vita ad una serie di sentimenti particolari: quando sono andato dal tipografo, Luca,  per ritirare le trenta stampe era dispiaciuto che le portassi via, anche lui a seguito delle innumerevoli prove di stampa si è molto legato e appassionato a questo lavoro. Anche, Lidia, l’artista che mi ha aiutato ad applicare la resina  la sento tutti i giorni per sapere come si stanno catalizzando le resine i materiali. Questa partecipazione inaspettata, questa affezione ed entusiasmo mi ha fatto molto piacere ma soprattutto mi ha colpito tantissimo: sono uscito dai miei soliti paradigmi di vita e sono stato catapultato su altri piani dove l’arte e la bellezza vanno oltre il mero business.   Questo lavoro ha creato intorno a me un’ enorme energia positiva unica, per questo sono grato a queste persone che hanno affrontato il viaggio insieme a me.

Come mai hai deciso di raccontare proprio la realtà di Lampedusa?
Centro del Mediterraneo, Lampedusa è la terra di passaggio della contemporaneità ed è, come il viaggio di Ulisse, il viaggio che rappresenta tutta l’umanità. Un’umanità in continuo cambiamento, in continuo movimento. Un’umanità in cerca di una nuova opportunità. Lampedusa è il centro di passaggio principale di tutti coloro che desiderano raggiungere nuovi paesi, nuovi territori di speranza. Lampedusa è sempre stata un’isola toccata da uno dei temi d’attualità più importanti di oggi. Oltre a questo, sono anche molto affezionato all’isola per motivi personali e perché è proprio lì che ho trovato l’ispirazione per realizzare questo lavoro.

6Glab
Il laboratorio di idee, la nuova divisione dedicata al mondo della fotografia, dell’arte e della cultura di SEIGRADI, agenzia di relazioni pubbliche e marketing communications fondata nel 2003. 6Glab nasce per supportare il cliente in tutte le fasi di avanzamento di un progetto, dall’ideazione fino alla sua effettiva realizzazione e comunicazione, con l’obbiettivo di mettere in contatto il mondo imprenditoriale con quello culturale e artistico.

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