ARTE RUSSA CONTEMPORANEA ALLA GALLERIA NINA LUMER

Introduzione alla mostra “Alexander Brodski, Dmitry Gutov, Valey Koshlyakov”
Recensione e fotografie a cura di Davide Tatti

La Galleria Nina Lumer inizia la propria attività a Milano nel Novembre del 2005. È costituita da uno spazio aperto sulla corte e un altro, seminterrato, di recente ristrutturazione ad opera di Nicola Russi e Angelica Sylos Labini. La galleria è diretta da Nina Colantoni, slavista che si occupa di arte contemporanea della Russia post-sovietica. Per questa mostra, tenutasi dal 2 Dicembre 2011 al 24 Febbraio 2012, sono stati invitati tre artisti russi contemporanei. Valey Koshlyakov (n. 1962) proviene da una città sul Don, Rostrov. Fonda nella capitale russa il gruppo art or death con altri artisti accomunati dalla necessità di realizzare una ricerca estetica. Attualmente Koshlyakov vive tra Parigi e Mosca. Del periodo moscovita sono esposte delle sculture e una pittura a olio che ricostruiscono la verticalità dell’architettura, attraverso l’uso di oggetti riciclati. Koshlyakov monta assieme forme geometriche fatte di spigoli asimmetrici con l’aggiunta di alcuni elementi sferici: frammenti disgregati nella provenienza ma che trovano una forte coesione nella ricomposizione. Dmitry Gutov (n. 1960) definisce gli oggetti attraverso un segno che si dipana come una scrittura.  Partendo dall’analisi diretta di fili metallici usati per le recinzioni, e adoperando questa suggestione per rileggere dei disegni di Rembrandt, Gutov cerca una via intermedia del segno che assimila lo studio della calligrafia alla definizione realistica dell’oggetto. Il disegno frontale si sviluppa in profondità attraverso un reticolo di trame di ferro: “con il metallo si può ottenere il medesimo effetto di assenza di peso, se viene saldato secondo la stessa logica con cui si muove una penna per comporre  un disegno “ (http://www.gutov.ru ). Alexander Brodski, di formazione architetto, nasce a Mosca nel 1955. Nell’ex Unione Sovietica, negli anni ottanta, è cofondatore del movimento Bumazhnaja Architektura (Architettura di Carta). Brodski si dedica a una produzione di progetti di architettura immaginifica, per contrapporsi alla pratica reale di un’urbanistica e un’architettura fatte di edifici poveri nei materiali e nelle idee. Riguardo al suo lavoro si è parlato di fuga in un mondo interiore. Angela Madesani  definisce l’istallazione della casa d’argilla a più piani, racchiusa da una gabbia metallica che occupa quasi tutto il perimetro della galleria, un “nido poetico” che tutela una “illusoria libertà”. Ma Brodski apre anche un grosso varco: fa capire che nella realtà contingente le dimensioni spazio temporali si appiattiscono. Per ritrovare la profondità è necessario recuperare memoria e immaginazione individuale e collettiva. In aggiunta alle opere in mostra, anche una scultura con triplo autoritratto di Yerbossyn Meldibekov, nato nel  sud-Kazakhstan nel 1964.

Davide Tatti
Nato in Sardegna nel 1969, dal 1999 vivo a Milano dove mi sono occupato di grafica editoriale. Nel 2007 una svolta verso la fotografia di documentazione, in particolare: paesaggio urbano, architettura e arte contemporanea.

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