ANSELM KIEFER ALLA GALLERIA LIA RUMMA E ALL’HANGAR BICOCCA DI MILANO

Introduzione alle mostre “La Mezzaluna fertile” e “ I Sette Palazzi Celesti”
di Anselm Kiefer
Recensione e fotografie a cura di Davide Tatti


Da Settembre 2012, fino al 21 dicembre, la Galleria Lia Rumma ha proposto un insieme di lavori recenti di Anselm Kiefer, in mostra temporanea dal titolo La mezzaluna fertile. La collaborazione tra l’autore e Lia Rumma risale al 1992. Dal 2004, presso l’HangarBicocca, viene esposta l’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti, in occasione della riconversione dell’ex stabilimento industriale appartenuto all’Ansaldo-Breda, situato a nord-est di Milano. La storia tedesca del periodo nazista e la sua rimozione sono il presupposto della riflessione di Anselm Kiefer, che, pur essendo interessato alla storia, ne ricerca però gli elementi legati alla religiosità giudaico-cristiana, alla mitologia germanica, alla filosofia tedesca, che interpreta come la matrice degli stessi eventi storici. “Continuo a credere che la gente abbia un immenso bisogno di spiritualità, di qualcosa che non si riesce a conoscere, qualcosa cui non possiamo dare un nome ” (Anselm Kiefer in cultura.panorama.it. Intervista di Terry Marocco, 28/10/2012 ). La Mezzaluna fertile (2009) è rappresenta da un edificio della Mesopotamia in disfacimento, i cui mattoni, aprendosi e disseminandosi sul territorio, mostrano i nomi dei luoghi di quella civiltà compresa tra Palestina, Nord Africa e Turchia. Il mistero delle cattedrali (2012) è la citazione del libro di alchimia scritto nel 1926 da Fulcanelli, pseudonimo di un autore la cui vera identità non è ancora nota. Nello sfondo di una cima montagnosa viene collocata una stadera: il suo grosso peso bilancia la mole della roccia posta all’estremità opposta. La serie The shape of ancient thought- La forma del pensiero antico comprende due opere in dialogo tra loro. Con Libri d’artista (2012) Kiefer sovrapponendo immagini costruisce delle connessioni tra culture e luoghi di culto apparentemente distanti e di tradizione diversa. Lo fa riferendosi al saggio “La forma del pensiero antico: Studi comparativi in Filosofia greca e indiana” pubblicato nel 2001 in lingua inglese da Thomas McEvilley, docente di storia dell’arte alla Rice University. In Lastre di piombo (2011) gli stessi temi dei Libri d’artista vengono proposti su lastre irregolari di piombo, dove le immagini fotografiche si fondono al metallo. Bavel Balal Mabul (2012) è un’ installazione realizzata con una macchina da stampa e rotoli di stampa fotografica. Kiefer ha collezionato vecchie macchine stampatrici; ora ne riutilizza una come metafora della produzione incessante e sovrabbondante dei linguaggi umani: lungo le molteplici lingue di stampa che si srotolano dalla macchina, compare un’autocitazione dei suoi Sette Palazzi Celesti. L’installazione presso Hangar Bicocca I Sette Palazzi Celesti viene realizzata nel 2004 come opera site-specific. Kiefer, nel titolo e nel tema, fa una citazione dell’antico trattato ebraico “Sefer Hehalot”, il libro dei palazzi e santuari ( IV-V sec. d.C. ), che illustra simbolicamente il percorso spirituale di chi vuole arrivare fino a Dio. Anche i Palazzi di Kiefer segnano un preciso itinerario, dal primo recante i nomi ebraici delle “Sefiroth” (gli strumenti di Dio nella regionalizzazione del mondo), fino all’ultima “torre dei quadri cadenti”, simbolo delle macerie dopo la seconda guerra mondiale.

Davide Tatti
Nato in Sardegna nel 1969, dal 1999 vivo a Milano dove mi sono occupato di grafica editoriale. Nel 2007 una svolta verso la fotografia di documentazione, in particolare: paesaggio urbano, architettura e arte contemporanea.

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