ACTUALITY. UNA RETROSPETTIVA SU JEFF WALL A MILANO.

Introduzione alla mostra “Jeff Wall – Actuality
Recensione a cura di Luigi Torreggiani e Giui Russo

E’ approdata a Milano la prima retrospettiva italiana del noto artista canadese Jeff Wall, che con 42 opere in mostra, tra cui molti dei famosi lightbox, ci proietta nel suo mondo attuale. Actuality, questo appunto il titolo della mostra, è al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) di Milano dal 19 Marzo al 9 Giugno 2013. Secondo Bonami, curatore dell’esposzione, “Wall ha trascinato la fotografia fuori dai confini del proprio mondo, facendola approdare all’arte contemporanea”. Jeff Wall non nasce come fotografo, ma come storico dell’arte, è forse questo il motivo per cui alcune delle sue foto possono ricordare quadri di Delacroix e Manet e perchè le sue immagini, più che al mondo della fotografia, appartengono a quello dell’arte contemporanea. A proposito della propria concezione dell’arte l’autore parla di arte come di una promessa di felicità. “Una promessa forse che non deve essere mai mantenuta, ma che deve essere fatta in ogni caso con sincerità. Una promessa che può essere fatta e rifatta anche dopo che non è stata mantenuta. Una promessa che ogni volta deve essere accettata, nonostante le delusioni del passato”. Le opere di Wall creano legami tra arte antica e contemporaneità, più precisamente svelano in qualche modo la presenza dell’arte antica in quella contemporanea, per esempio dietro ad un attuale ragazzo bagnato sotto la pioggia (Young man wet with rain) si nasconde un antico kuros, scultura greca arcaica. Wall nella definizione che fa di se’ e del suo lavoro si accosta comunque principalmente alla fotografia “Io ritengo che comunque il mio lavoro rimanga sempre chiaramente inscrivibile all’interno dei confini della fotografia, la quale non appare mai come una mera combinazione di altre arti, sebbene includa la pittura, il collage e via discorrendo. Io definisco quel che faccio “cinematografia”. Per me questo termine significa che, per quanto riguarda l’immagine in se’, si è imparato molto dal cinema, e che non c’è mai un singolo, unico, valido modo di praticare la fotografia. Si può lavorare secondo metodologie strettamente documentariali, oppure si possono adottare diversi tipi di artifici, riproducendo entrambi gli approcci nella stessa foto. Tutto questo può rappresentare un uso legittimo della fotografia nel comporre un’opera d’arte”. Le sue fotografie hanno il peso e la rilevanza di una scena vera attuale, con un prima e un dopo realmente immaginabili. Molte delle immagini presenti, stampate in grandi dimensioni e retroilluminate, spingono ad entrare nella scena, a sentirsene parte. A dominare è sempre la luce, che contribuisce a rendere strana la realtà, una realtà che sembra mescolarsi con la finzione.

Luigi Torreggiani, dottore forestale e giornalista pubblicista, lavora principalmente nella Redazione della Rivista “Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi”. E’ appassionato di scrittura, fotografia, montagna, libri e buon vino. Gestisce il Blog “Scrivere & Fotografare” – www.scriverefotografare.com

Giui Russo, in teoria, è laureata in architettura. In pratica crea, scrive, fotografa, sperimenta e ogni tanto fa anche l’architetto. Ha un blog in cui si parla di arte, fotografia, architettura ed esperimenti tra di esse: www.giuisnotanartist.blogspot.it

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