Condiviso

condivisoIntroduzione alle immagini
di Paolo Contaldo

Agata Katia ci presenta Francesco. E’ lui, bambino del quartiere a condurci nella assolata Palermo, è primavera, siamo in Piazza Magione. Ci racconta di un bel progetto antirazzista, mirato a cancellare le distanze, abbattere muri, far incontrare con naturalezza. Sa di polvere, sole e sudore. Sa di buono.

Multiformi. Sovrapposte.Visioni.
Siamo prima e dopo, forse non ci siamo.
Angelo ci concede la vertigine, condivide la velocità.

Badante:
agg. Che bada, che sta attento, sorvegliante
s.m. e f. Chi, per professione, accudisce persone anziane
Il significato non basta. Le foto di Francesca ci colpiscono forte.
Ci fanno sorridere e piangere. Dentro, si scopre.
Due vite condivise, nuova madre, nuova figlia…
Un incontro genera una reazione.
E’ la nostra capacità di “farla entrare” che ci concede la crescita.

Un seduta di psicoterapia che coinvolge, apre alla condivisione.
Grazie a Guido, anche noi abbiamo “incontrato”.

Monica è vicina.
Vicina al pieno, mosso e stretto.
Immagini  danzanti tra pieno e diretto, ordine di un “labirinto”.
Condiviso per forza.
Napoli bella, Napoli.

Somiglianza, contrasto.
Dittici potenti, quelli di Rosella.
Storie da inventare, specchi della nostra fantasia.

Sacha ci conduce in atmosfere che mescolano ironia e tensione.
Surreale e reale, alternano uno sguardo serio e divertito.
Film del quotidiano spazio pubblico, quieto e folle.

Siamo doppi. Umberto racconta di ombre colorate, che ci assomigliano.
Si muovono con noi, come il suono di una campana, din don.
Riflessi spontanei ben “prelevati”.

 

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