Filippo Romanelli

 

Hanno recentemente esposto a Lucca, nello spazio dell’Auditorium della Banca del Monte di Lucca in occasione del Photolux 2016 – Leika Talk due giovani autori emergenti. Li intervistiamo per conoscerli e per comprendere il loro percorso artistico. Oggi pubblichiamo l’incontro con Filippo Romanelli autore del progetto “Just Another Gender Theory”. Nei prossimi giorni, invece, daremo spazio a Francesco Levy e al suo progetto “Azimuths of Celestial Bodies”

Intervista a cura di Elisa Heusch

Buongiorno Filippo. Presentati e parlaci del tuo percorso fotografico.

Mi chiamo Filippo Romanelli e sono originario del Cilento. Ho lavorato a lungo nel settore dell’information technology, in particolare nella promozione e pubblicità web. Ho sempre lavorato quindi con le immagini. Ad un certo punto ho sentito la necessità di approfondire il mio interesse per la fotografia. Sono così arrivato a frequentare la Fondazione Studio Marangoni diplomandomi nel settembre del 2016.

A chi o che cosa ti ispiri?
Il mio trascorso lavorativo probabilmente influenza il mio modo di fare fotografia. Sono infatti molto interessato ai simboli e agli stereotipi, così importanti in pubblicità. Nelle mie immagini cerco di lasciare un pizzico di non detto e ambiguo che possa alimentare il dialogo sottile che sempre esiste tra vero e falso. Sono anche molto interessato alla scrittura e al modo in cui immagine e testo possono coesistere.

Parliamo del tuo ultimo progetto: da dove nasce?

Il mio progetto fotografico si chiama “Just Another Gender Theory”.
E’ un discorso sul gender, una riflessione sul modo in cui sono stati e vengono costruiti i concetti di maschilità e femminilità. Sul modo in cui si sono strutturati i rapporti e le dinamiche di potere e disuguaglianza fondati sul genere.
E’ anche un’analisi dell’identità di genere sia nella sua non corrispondenza con il sesso biologico e con il conseguente ruolo che la società ‘prescrive’ ma anche e soprattutto come realtà non duale ma piuttosto fluida, come un continuum di identità possibili ai cui estremi vi sono i concetti di “maschio” e “femmina”. Ho deciso di affrontare questa riflessione perchè ritengo che il genere sia una realtà fondante nella vita di tutti noi, nessuno escluso

Quali sono i tuoi progetti futuri, ne hai già altri in cantiere?

Attualmente sto cercando di far conoscere un pò questo progetto. Un prossimo lavoro potrebbe riguardare la pesca, ma non posso ora dire di più.

FILIPPO ROMANELLI
Originario del Cilento, dopo aver lavorato per anni nel settore web fra Milano e l’isola d’Elba, mi sono trasferito a Firenze dove ho completato il corso triennale di fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni.
Mi piace lavorare su simboli culturalmente definiti e in particolare sugli stereotipi. Il mio approccio fotografico cerca di lasciare un minimo di ambiguità fra realtà e finzione per alimentare il dialogo sottile che sempre esiste fra vero e falso.

 

Elisa Heusch – Nata e cresciuta a Livorno (classe 1981), ha conseguito la laurea in Scienze Giuridiche all’Università di Pisa, e proprio durante gli anni del percorso universitario ha cominciato ad appassionarsi all’arte fotografica. Dopo aver frequentato corsi di fotografia e postproduzione nella sua città, partecipa ad alcune esposizioni collettive in locali di Livorno e di Viareggio, ma la vera svolta arriva quando parte per il Messico per lavorare un anno come fotografa in strutture turistiche, esperienza che la cambia e le apre nuovi orizzonti. Tornata in Italia si iscrive alla scuola internazionale di fotografia APAB di Firenze appassionandosi maggiormente al ritratto ambientato, al reportage, e ad alcuni aspetti dello still life come la Food Photography. Fa parte dell’Associazione FotoClub Nove di Livorno (Circolo associato FIAF) dal marzo 2013 ed è iscritta alla FIAF dal gennaio 2014.

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