Sources of Vision – Giusi Bonomo

Sources of Vision – A cura di Diego Cicionesi

Quale romanzo, opera letteraria, cinematografica o musicale hanno inciso profondamente sulla tua identità, pensiero e visione del mondo?

Un’opera letteraria che ha inciso profondamente sulla mia visione del mondo e sul mio pensiero è Lo zen e l’arte di disporre i fiori di Gusty Herrigel.
Per quanto riguarda l’opera cinematografica e musicale, mi piace ricordare sempre Il cinema francese noir, in particolare Ascensore per il patibolo di Louis Malle e la relativa musica di Miles Davis

Quale specifico passaggio, testo o brano musicale ti hanno cambiato e ispirato?

“Ogni espressione appare inadeguata quando si giunge all’essenziale, al fondamento, a ciò che non può essere espresso, ma soltanto sentito e vissuto. In realtà è così per tutte le arti: di esse si
coglie solo ciò di cui si ha un’intima esperienza. Tutto ha la stessa importanza, tutto ha lo stesso diritto all’esistenza”. “Quando si lavora è nel proprio intimo che va cercata la forma esteriore”

In che modo hanno inciso, da lì in poi, nel tuo lavoro di fotografo?

Il modo in cui hanno inciso e continuano ad incidere queste opere è quello di aver fatto maturare l’amore per le ombre e per il doppio, per il non detto ma che si offre alla visione. Ho acquisito dentro di me la consapevolezza che non esiste la realtà, ma tante realtà, tanti mondi che parallelamente vivono e si intersecano e possono essere percepiti solo a un occhio che scruta e accoglie la visione. Un fotografo non è un cacciatore di immagini, ma ciò che vede è ciò che dentro di sé e si manifesta, si rivela spontaneamente. E’ tutto quello che si sottrae alla materia.

Mi piace “il mondo sottile e le immagini che non hanno bisogno di urlare per esistere”. Ogni cosa ha il diritto di essere osservata e reclama l’attenzione.

Giusi Bonomo
Sono nata a Modica, città in cui attualmente vivo e lavoro. Dopo gli studi di giurisprudenza e il lavoro in ambito legale, decido di dedicarmi alla fotografia, partecipando a vari corsi, seminari e laboratori concettuali di fotografia e teatro. Nel 2015, come membro di un collettivo di fotografia e arte contemporanea, collaboro alla realizzazione del video “Si bruciano il polpaccio” presentato presso la John Cabot University di Roma, partecipando alla mostra fotografica presso il Fiorentini Art Studio di Roma. Il video, verrà selezionato nel giugno 2015, per il Trame. 5, Festival dei libri sulle mafie, diretto dal giornalista e scrittore Gaetano Savatteri.
Nel 2015 collaboro alla redazione di articoli per la rivista on line “La Pagina”, mentre nei primi mesi del 2017, partecipo alla realizzazione di “Fotografica-mente”, percorso di foto counselling presso il Consultorio di Ragusa. Nel mese di Aprile 2017, vengo invitata alla mostra collettiva di arte contemporanea in collaborazione con il MACT & CACT Arte Contemporanea Ticino, presso la Galleria civica di Floridia (SR).
Nel mese di Agosto 2017, partecipo con due lavori, al contest fotografico “1801 Passaggi” un paese italiano 2017, a cura del MAVI Museo Antropologico Visivo Irpino e dell’associazione LaPilart, finalizzato alla creazione di un archivio. Entrambi i miei lavori, vengono acquisiti ed entrano a far parte dell’archivio del museo. Una opera fotografica è seconda classificata.
Nel mese di ottobre 2017, vengo invitata alla mostra collettiva di fotografia VIRIDI presso il Museo del Fiore di Sanremo, a cura di Laura Manione, mentre nel novembre 2017, partecipo con un’opera fotografica alla mostra collettiva di fotografia Letterature urbane 2.0 presso Arca San Marco di Vercelli. Attualmente collabora alla redazione di articoli su teatro,

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