ITACA di Gabriele Rossi

A cura di Tina Miglietta

‘’Che cos’è la vita eterna se non questo accettare l’istante che viene e l’istante che va ? L’ebbrezza, il piacere, la morte non hanno altro scopo. Cos’è stato finora il tuo errare inquieto?’’.
Dal dialogo tra Odisseo e la dea Calipso prende vita l’opera fotografica che presentiamo oggi : ‘’Itaca’’ di Gabriele Rossi, edito dalla casa editrice indipendente Yard Press.
Nella Itaca mitologica, Calipso offre ad Odisseo l’immortalità in cambio alla sua rinuncia al suo errare inquieto. Odisseo non può accettare, però, limiti e orizzonti imposti e ripartirà per Itaca perché solo nella mèta può trovare il senso del suo viaggio.
Allo stesso modo, per il nostro autore, la fotografia viene interpretata come una ricerca infinita intrapresa da chi, come Odisseo, non può accettare di osservare sempre lo stesso orizzonte, di chi vuole conoscere e comprendere qual è lo spazio che possiamo occupare in questo mondo per poter comprendere quale relazione possiamo stabilire con esso.
L’autore stesso racconta che il libro è stato pensato per essere fatto grazie al suo archivio personale di più di 700 foto realizzate negli ultimi dieci anni , molte centrate sul suo territorio intorno alla città di Latina ed altre tratte da quelle collezionate durante i viaggi in America, Turchia e India.
Grazie al prezioso aiuto dell’editor Achille Filipponi, sono state scelte 125 immagini, creando così un archivio completamente nuovo, slegato da qualsiasi riferimento geografico.
Inoltre, l’utilizzo di una carta simile a quella che si usa per le riproduzioni di testi piuttosto che di immagini, è strumentale all’idea di avvicinarci il più possibile ad un testo letterario e non ad un libro fotografico.
E’ nato così questo ‘’atlante’’, questa guida turistica che il lettore può scorrere per iniziare il suo viaggio.
Il libro è stato intitolato ‘’Itaca’’ proprio perché ogni persona che apre questo libro è invitata a fare un viaggio personale alla ricerca della propria verità. Per questo l’opera si apre con le fotografie di due case che ci lasciano pensare ad un luogo abitato da cui partire, con immagini impaginate a volte in doppia e a volte singolarmente. Quelle in doppia hanno sempre una relazione fondamentale tra loro e i luoghi si mescolano e si ‘’chiamano’’ l’un l’altro con l’obiettivo di far combaciare luoghi completamente diversi e astrarli da ogni localizzazione. L’idea portante è che la nostra mente registra continuamente varie località e paesaggi attraverso il mezzo fotografico e successivamente, in posti diversi, la mente stessa recupera quel ricordo, come se possedesse delle coordinate naturali per replicare ciò che ha già visto, per esplorare, per perlustrare senza mai toccare un punto di arrivo perché non vuole e non può fermarsi. La figura umana è totalmente assente per focalizzare tutta l’attenzione sui paesaggi.
L’autore stesso racconta che dopo ‘’Itaca’’ il suo modo di lavorare è cambiato radicalmente ed attualmente è impegnato in un progetto in America sul tema del disorientamento e dell’annullamento dei riferimenti ai luoghi ritratti.
La parte testuale di questa opera fotografica è affidata alla preziosa collaboratrice Roberta Agnese che con le sue parole ne sintetizza il significato profondo : ‘’l’atlante è una apertura inesauribile verso quelle possibilità che ancora non sono date. E’ una forma di sapere visuale, che nasce dall’inquietudine di dover rispondere allo stupore e alla delusione, l’uno complementare all’altro quando si tratta di guardare il mondo, di guardarlo attraverso un obiettivo o su una fotografia.’’
Tutto ciò è stato il tema della trasmissione radiofonica Parole di Luce, andata in onda il 16 maggio scorso , condotta da Sandro Bini e Martin Rance, a cura di Novaradio e Deaphoto.

Itaca di Gabriele Rossi è acquistabile on line sul sito www.yardpress.it

Gabriele Rossi nasce a Latina nel 1979. Il padre, un medico, e la madre, laureata in pedagogia hanno cresciuto lui e la sorella trasmettendo loro una passione sia per il mare che per la montagna, dove amavano trascorrere le loro vacanze. Ha frequentato Scienze Umanistiche all’università e dopo due anni di corso e di noia, prende con decisione la macchina fotografica che portava con sé in montagna e inizia a scattare qualche foto. Preso da questa passione, frequenta un corso a Roma e poi un master a Milano e ancora uno stage con Francesco Jodice. Torna, infine, nella sua città e inizia a ripercorrere tutti i luoghi che gli ricordano il passato e li confronta con il presente.

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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