Sources of Vision – Romina Zanon

Sources of Vision – A cura di Diego Cicionesi

Quale romanzo, opera letteraria, cinematografica o musicale hanno inciso profondamente sulla tua identità, pensiero e visione del mondo?

Il film “Voci nel tempo” di Franco Piavoli è stato decisivo per la definizione della mia poetica artistica. Il cinema di Piavoli potrebbe essere definito come un’evocativa poesia visiva, dove vita umana e naturale si riflettono l’una nell’altra creando una polifonia di rimandi simbolici.
Il cinema per lui è una fotografia nel tempo che scorre, una fotografia in movimento che si trasforma lentamente nel tempo interiore ed emotivo dell’universo e di chi lo abita.
“Voci nel tempo” è espressione di uno sguardo puro che si posa liricamente sui volti e sul paesaggio della cittadina mantovana di Castellaro, cogliendoli in un respiro universale e proiettandoli verso un altrove. Nel suo personale incontro con la realtà di quel luogo, Piavoli elabora una raffigurazione universale fatta di corpi, oggetti ed elementi primari: un ritratto assoluto, rivelazione di uno spazio-tempo che è ovunque e sempre.
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Quale specifico passaggio, testo o brano musicale ti hanno cambiato e ispirato?

Erano muti, senza parole, l’uno accanto all’altra, come le querce e i grandi pini che hanno radici nei monti, e stanno, senza vento, vicini e immobili, ma poi al primo soffio di vento si agitano e sussurrano senza fine: così a quel modo stavano per parlare a lungo, ispirati da Amore.

Argonautiche LIBRO III [967-972], Apollonio Rodio 

 E’ la citazione cui mi sono ispirata per la realizzazione della mia serie fotografica “23 gennaio 1971”, volta ad evocare la silenziosa intimità di un toccante amore familiare: l’affetto che unisce i miei genitori da 47 anni. Il loro percorso di vita è raccontato attraverso la combinazione di raffigurazioni e metafore visive che compenetrano l’una nell’altra armonicamente, nel tentativo di restituire la sensazione di una perpetua rinascita del sentimento d’amore nella natura e nell’universo.

In che modo hanno inciso, da lì in poi, nel tuo lavoro di fotografo?

Dopo quei film e quella poesia, in cui la dialettica individuo-natura si trasforma in dispositivo e linguaggio artistico, ho iniziato a vivere la fotografia come mezzo espressivo ideale. Nel corso del tempo l’esigenza di raccontare tramite immagini fotografiche evocative si è fatta sempre più forte sino a quasi trasformarsi in una vera e propria necessità.
Dopo aver conosciuto la poetica cinematografica di Piavoli, ho iniziato a concepire la fotografia non come strumento di documentazione e registrazione del reale, bensì di narrazione e costruzione di racconti visivi. Le mie immagini non guardano alla realtà con la distanza dell’osservazione documentaria, ma puntano ad un intimo lirismo poetico che indaga principalmente i temi della memoria privata e del vissuto quotidiano e familiare.
Le mie serie fotografiche sono mosse da una logica espressiva che cerca di evocare il racconto attraverso la concertazione di svariate figure visive: ritratti, simboli, metafore e nature morte si amalgamano in un unico mosaico policromo fino a creare visioni che non si risolvono completamente in ciò che esse mostrano, ma che lasciano un eco sottile di significati.

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ROMINA ZANON
Artista visiva, da anni utilizza la fotografia, il video e il disegno per realizzare progetti artistici e di comunicazione.
Ha all’attivo varie pubblicazioni di carattere artistico. I suoi progetti fotografici e video hanno ottenuto vari riconoscimenti e hanno preso parte a numerosi festival, mostre collettive e personali di respiro nazionale e internazionale: Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, TIMELINE International Film Festival di Milano, OnArt Gallery di Firenze, Nucleika gallery di Catania, Galleria d’arte moderna Fogolino di Trento, Centro Culturale Italiano di Cluj Napoca (RO), Villa Belvedere (Acireale), Dorfkirche di St.Moritz, Pala Arrex di Jesolo.

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