POTENZA 100 – RIAPERTURE PHOTOFESTIVAL 2018

A cura di Elisa Heusch.

Riaperture è il festival di fotografia inaugurato lo scorso 6 aprile che riapre differenti spazi chiusi di Ferrara, pubblici e privati, con una storia ed un vissuto che per questa occasione diventano sedi espositive e dunque veicoli della diffusione di immagini. Il tema di questa seconda edizione è quello del “reale”, e l’indagine riguarda tutte le contraddizioni dell’esistente. Si parte da un dubbio: abbiamo esplorato davvero tutte le possibilità di una situazione o di un problema? Conosciamo tutte le possibili reali soluzioni? La realtà smette di essere reale se distogliamo il nostro sguardo: luoghi chiusi diventano leggende per poi cadere nell’oblio. Riaprirli significa invece riportarli alla realtà, e la domanda di fondo che ci pervade nell’attraversare questi luoghi dimenticati e nell’osservare le foto appese è sempre e comunque una: “Cosa stiamo guardando?”

Abbiamo incontrato uno degli autori italiani presenti in mostra, Roberto Boccaccino, che negli spazi del Consorzio Factory Grisù (ex caserma dei Vigili del Fuoco) ha presentato il suo progetto Potenza 100, realizzato nel 2016, riguardante la regione Basilicata. Egli è partito dal presupposto che la Basilicata, a differenza della maggior parte delle altre regioni italiane, non compare nell’ immaginario collettivo, è praticamente sconosciuta ai più, e se ci chiedessero di descriverla o rappresentarla non avremmo in mente elementi nitidi di richiamo poiché manca un repertorio visivo condiviso; da qui nasce la battuta “La Basilicata non esiste!”, che appare ironica e provocatoria ma fa capire che non abbiamo un’idea precisa di cosa ci sia in questa regione. Essendo l’autore legato a questi luoghi dell’Appennino centro-meridionale, nei quali è anche in parte cresciuto, nonostante sia originario della zona di Benevento in Campania, egli ha deciso di riempire questo “vuoto” dandone una sua personale rappresentazione, collegandovi storie che non sono reali ma scaturiscono dalla sua immaginazione. Egli ci racconta di aver girato la Basilicata da solo per mesi, spostandosi in macchina e dormendo in tenda, con itinerari definiti ma anche variabili, cercando di documentare in maniera non tradizionale un qualcosa che ha più a che fare con l’immaginazione che con la realtà. Per fare ciò ha tratto ispirazione dal cinema americano, in particolare quello di fantascienza, in modo da insinuare interrogativi in chi osserva e l’apertura a diverse interpretazioni. Alcune immagini intrise da un alone di mistero richiamano alla mente la cosiddetta “Area 51”, nota per la sua segretezza e per l’attenzione che da anni vi rivolgono gli ufologi. In sequenza si mescolano di fronte ai nostri occhi immagini di osservatori astronomici, dighe, paesi fantasma, pozzi petroliferi, luoghi dedicati alla ricerca scientifica (con anche ritratti di veri scienziati) con un approccio che mette in discussione i linguaggi della fotografia documentaria contemporanea. I luoghi e le persone raffigurate esistono davvero, ma la sequenza delle immagini e la loro presentazione sotto forma di “teaser” (o trailer) racconta una realtà bizzarra e d’impatto che incuriosisce il pubblico, senza però rivelare alcunché. Anche il modo in cui il lavoro è stato presentato al festival è volutamente inusuale: alcune fotografie sono incorniciate ad una parete sulla quale viene però sovrapposta l’immagine cartografica di una mappa del luogo attraverso un proiettore, creando un effetto visivo che disturba e ricorda quello degli schermi delle vecchie televisioni; altre immagini sono stampate su carta traslucida posizionata ad alcuni centimetri di distanza dalla parete, in modo da creare uno sdoppiamento delle immagini stesse al quale l’osservatore non è normalmente abituato. Di non minore importanza è la proiezione del relativo video, dal quale siamo partiti prima della spiegazione dell’autore, che essendo montato appunto come una sorta di trailer, insinua negli spettatori curiosità e una serie di interrogativi che rimangono aperti. A corredare il tutto sono posizionati su un tavolo e consultabili una serie di racconti, scaturiti da un mix di realtà e fantasia, scritti dall’autore e collegati alle esperienze di viaggio in questi luoghi.

La mostra sarà visitabile presso il Consorzio Factory Grisù sabato 14 e domenica 15 aprile, dalle 10,00 alle 19,00. Per tutte le relative informazioni potete visitare la pagina del festival Riaperture.

Roberto Boccaccino si occupa prevalentemente di ricerche fotografiche a lungo termine e progetti documentari. Negli anni ha ricevuto riconoscimenti internazionali tra cui il Premio ATF Fnac e il primo premio nella categoria ritratto al Årets Pressefoto (Danish Press Photo), oltre ad essere stato finalista in selezioni come lo Joop Swart Masterclass, il Premio Graziadei, il Lumix Photojournalism Multimedia Award. Potenza 100 è uno dei progetti fotografici selezionati da Domusweb tra i candidati del Premio Gabriele Basilico 2018. Altri suoi lavori sono stati pubblicati da magazine italiani e internazionali ed esposti in mostre collettive e personali in Europa e Nord America. Nel 2015, a Palermo, è tra i fondatori di “Minimum”, uno spazio dedicato ai progetti per la fotografia e l’immagine.

Elisa Heusch, nata e cresciuta a Livorno (classe 1981), ha conseguito la laurea in Scienze Giuridiche all’Università di Pisa e durante il percorso universitario ha cominciato ad appassionarsi all’arte fotografica. Dopo aver frequentato corsi di fotografia e postproduzione nella sua città, ha partecipato ad alcune esposizioni collettive, ma la svolta è arrivata con un’esperienza annuale come fotografa in strutture turistiche in Messico. Tornata in Italia si è diplomata presso la Scuola Internazionale di Fotografia APAB di Firenze, avvicinandosi maggiormente al ritratto ambientato, alla fotografia di matrimonio e ad aspetti dello still-life come la Food Photography. Fa parte dell’Associazione FotoClub Nove di Livorno (Circolo associato FIAF) da marzo 2013 ed è iscritta alla FIAF da gennaio 2014.

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