Past Euphoria – Post Europa

A cura di Tina Miglietta
Protagonista della puntata dello scorso 11 gennaio di “Parole di Luce” il libro Past Euphoria – Post Europa di Fabio Sgroi, edito da Crowbooks.
Le 74 foto che lo compongono rappresentano il ‘’viaggio’’, inteso come una lunga esplorazione, in quattordici paesi dell’Est Europa, iniziato dopo il crollo del muro di Berlino e terminato da poco.
Il nostro autore è andato alla ricerca dell’identità perduta dell’Europa dell’Est, ha cercato di rintracciarne i tratti distintivi vincolati dalla sua fisionomia storico-politica, dalle eredità culturali che vanno ben al di là dei semplici confini giuridici. L’Europa dell’Est appare come una terra dai labili confini, in continuo mutamento, piena di incertezze e al tempo stesso di euforia dovuta all’imponenza degli avvenimenti storici quali la caduta del muro di Berlino, il dissolversi dell’URSS, la costituzione dell’Unione Europea.

L’idea di questo progetto fotografico nasce nel 2001 e comprende appunto i paesi dell’Est verso cui l’Unione Europea cercava di allargarsi.
L’autore ha collegato la storia, le statue, i personaggi, alcuni punti di riferimento che costituiscono il ‘’passato certo’’ alla situazione attuale in cui, dopo il grande entusiasmo, si assiste ad una nuova chiusura nei confronti della comunità europea dando vita a una continua tensione identitaria.

I volti e i paesaggi fotografati da Fabio Sgroi in questi luoghi simbolo della spinta al cambiamento, si intrecciano agli sguardi incerti e disincantati della delusione collettiva.
Il fotografo sa cogliere le atmosfere euforiche successive alla crisi e ai conflitti, insieme a quelle fosche e tetre di quanto concorre ad ostacolare la rinascita.
Nel Libro, ad esempio, c’è una foto del nuovo Presidente della Polonia Andrzej Duda che fa segno con la mano di non fotografare, come monito alla chiusura.
Fabio ha legato la fotografia di reportage a 35 mm a quella paesaggistica, panoramica, di luoghi con pochissime persone e in ciò è stato influenzato dal famoso fotografo ceco Josef Koudelka, con cui ha viaggiato molto e che ha anche partecipato al finanziamento del progetto.
Da un punto di vista strutturale il libro si apre e si chiude con dei manifesti elettorali politici che poi vengono strappati come simbolo di questa ricerca alla vera identità dell’Europa dell’est.
Tutto intriso di malinconia, tristezza, dubbi.
Il progetto è stato realizzato grazie alle piattaforma di raccolta fondi Crowbooks, diretta da Stefano Bianchi e tutte le persone che hanno collaborato a questa idea, hanno anche contribuito finanziariamente.

Le foto sono attualmente in mostra a Genova dal 18 gennaio al Teatro della Tosse in collaborazione con il Goethe Institute.
L’8 febbraio, invece, ci sarà a Roma presso la libreria Europea, la presentazione del libro Past Euphoria – Post Europa.

Concludiamo con un estratto della prefazione a cura di Giovanna Calvenzi ‘’non si può chiedere alla fotografia di raccontare direttamente sentimenti ed emozioni, ma solo di ritrarre i volti di persone in preda a un sentimento o a un’emozione o di suggerire gli stati d’animo attraverso metafore visive. Fabio Sgroi conosce il linguaggio del giornalismo ma anche quello della metafora’’

Fabio Sgroi nasce a Palermo nel 1965 dove vive e lavora. Si avvicina alla fotografia nel 1984 da autodidatta, scattando fotografie ai suoi amici, giovani vicini alla musica punk e all’underground; nel 1986 per due anni entra a far parte dell’agenzia di Letizia Battaglia e Franco Zecchin ‘’Informazione fotografica’’ per conto del quotidiano ‘’L’Ora’’ di Palermo.
Fin dall’inizio il suo lavoro si concentra sulla Sicilia documentandone la vita di tutti i giorni, le cerimonie religiose e le varie celebrazioni.
Ha viaggiato e lavorato in tutta Europa e in diverse parti del mondo. Nel 2000 si è focalizzato sulla paesaggistica e sull’archeologia industriale in formato panoramico. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali, sia in Italia che all’estero
Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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