Ka-Boom

A cura di Tina Miglietta

Questa volta il nostro viaggio fotografico ci porta nel mondo di Andrea Botto, autore del libro ‘’Ka-Boom’’, edito da Editions Bessard. Il titolo si associa perfettamente al cognome dell’autore come se fosse preso in prestito da un fumetto esplosivo. Sfogliandone le pagine diventiamo spettatori di un paesaggio che , in una frazione di un attimo, è destinato a non esistere più. Proprio la magia di quel secondo è l’essenza di questo progetto fotografico che si può sintetizzare nel motto degli artificieri della polizia italiana ‘’SEMEL ERRARE LICET’’.

‘’Si può sbagliare una volta sola’’con le esplosioni e, in questo caso, anche con lo scatto fotografico.

La genesi di ‘’Ka-Boom’’ è rappresentata da due fotografie molto famose: la prima è la scena finale del film di Antonioni ‘’Zabriskie Point’’ in cui la protagonista immagina l’esplosione di una villa nel deserto come profezia della fine del mondo, e la seconda è la famosa immagine dell’11 settembre delle Twin Towers di Thomas Hoepker.

Potremmo parlare di una originale ‘’estetica della distruzione’’ con la messa a fuoco su concetti di ‘’tempo’’, ‘’limite’’ ed ‘’energia’, con una trama fotografica che si intreccia a quella più contemporanea del pericolo del terrorismo e della distruzione del mondo contemporaneo a cui assistiamo, il più delle volte, con indifferenza.

Nell’intervista realizzata da Sandro Bini è Andrea stesso a raccontare così il suo progetto.

‘’Il lavoro nasce nove anni fa, nel 2008, e si inserisce nell’ambito del mio interesse per il paesaggio, per il contesto in cui ha luogo un evento, per la scena che circonda il caos piuttosto che per l’esplosione in sé.

Per motivi professionali faccio fotografie di demolizioni di cantieri e bonifiche ambientali in Italia e all’estero e mi trovai così, casualmente, ad assistere alla demolizione controllata di un forno da calce di un ex-zuccherificio.

Lì ho pensato che questo evento, con persone che guardavano, potesse essere un tema interessante da indagare.
Sono entrato in contatto col mondo dei demolitori e degli esplosivisti, allargando l’indagine anche ad altri campi come la pirotecnica.
Per i miei scatti uso una macchina fotografica di grande formato, una Folding a lastre 4×5 pollici e fondamentalmente volevo essere io il padrone del mio tempo,
decidere io quando scattare e assumermi anche il rischio dell’errore.

Avevo a disposizione un solo scatto ; con l’esplosivo – e per similitudine anche con questa fotografia – si può ‘’sbagliare’’ una volta sola.’’

Questi scatti relativi alle demolizioni e distruzioni sono stati oggetto di pubblicazioni su riviste e mostre. Anche se l’idea del libro era in cantiere da molto tempo, è stata possibile
realizzarla solo dopo l’esposizione al Format Festival di Derby, in Inghilterra in cui l’autore ha messo insieme le proprie foto a quelle di archivio raccolte negli anni in varie aziende di esplosivi e al museo dell’esplosivistica di Parma.

Andrea Botto, nel suo libro, ha unito i ‘’suoi momenti irripetibili’’ ad immagini ‘’funzionali’’, senza velleità estetica e con l’unica motivazione di mostrare un’azione.
Realtà e finzione si mischiano: le immagini dell’esplosione che possono sembrare finte e in realtà sono vere, si mixano con quelle manualistiche che sembrano vere e che in realtà sono finte.
Questa ambiguità del linguaggio fotografico di Andrea, conduce il lettore a chiedersi se tali fotografie siano costruite o messe in scena.

Sul sito dell’autore è possibile acquistare il libro Ka-Boom the Explosion of Landscape, che è in tiratura limitata e con una grafica particolarmente ben curata dall’amico prezioso Fabrizio Radaelli.

Tutto ciò è stato il tema dell’intervista realizzata da Sandro Bini nel corso della trasmissione ‘’Parole di Luce’’del 29 novembre andata in onda su Novaradio, in collaborazione con l’Associazione Deaphotoascoltabile sul podcast on-line.

 

Andrea Botto nasce a Rapallo nel 1973, dove vive e lavora. Usa la fotografia con lo scopo di trasformare le immagini in mezzi per attivare processi di conoscenza, per esprimere la complessità del mondo e metterne a nudo le stratificazioni. Il tempo, l’immaginario collettivo e le continue trasformazioni dell’età presente, sono i temi cardine del suo lavoro. Ha esposto in importanti musei da Bonn a Atene, passando per Roma, Colonia e Madrid. Tiene regolarmente lezioni e workshop per diverse istituzioni e dal 2006 al 2011 è stato direttore artistico della rassegna Rapallo Fotografia contemporanea ed, inoltre, è anche docente a Modena al Master di Alta Formazione sull’immagine contemporanea della Fondazione Fotografia.

 

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

 

 

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