CONDIVISO. CONTATTO TRA EMOZIONE E ATTRAZIONE

PH Guido De Maria
Il progetto che ho creato in collaborazione con Gestalt Firenze e lo psicologo Nicola Simonetti si sviluppa durante una seduta di psicoterapia al quale sono stati invitati tramite i social network facebook e what’s app alcuni utenti ed al quale hanno aderito 8 persone che non avevano alcun legame di conoscenza se non con o psicologo. L’incontro è iniziato facendo sedere i partecipanti e invitandoli a pronunciare il proprio nome e il motivo che li portava qui oggi perché ogni persona è un mondo, un mistero, un enigma con le sue esperienze passate, le sue caratteristiche e le sue paure: le relazioni con gli altri quindi sono un mistero, un enigma. Lo psicologo ha iniziato a parlare ai partecipanti descrivendo il contatto e il suo concetto di condivisione, stessa cosa per emozione e attrazione passando poi ai concetti di crisi in un relazione e di scelta personale in ambito di coppia in quanto ciò che è un mistero un enigma attira la curiosità a spingersi oltre e a mettersi in discussione e provare a stabilire una relazione. Condividere con gli altri ha come primo step relazionarsi con se stessi. I partecipanti sono stati invitati a chiudere gli occhi per ascoltare le proprie emozioni, le proprie paure e le proprie ambizioni, perché solo così possiamo cercare un punto in comune con altri soggetti. Ogni persona responsabile di un incontro collabora con un gesto o col silenzio: comunichiamo in ogni momento ma non sempre questa ricchezza viene percepita. Che l’incontro sia piacevole o spiacevole influisce sulla nostra persona, starà poi a noi metabolizzare tale incontro in senso positivo o negativo.
La coppia che ho selezionato è stata la prima che si è scelta: come si può vedere dalla foto in cui si guardano si nota da subito complicità, nello sguardo e nel sorriso, un po’ imbarazzato, e nella postura: la testa e la schiena fanno pensare ad un’apertura al dialogo. Dopo la formazione delle coppie ai partecipanti è stato chiesto di accomodarsi ai loro posti sempre a coppie e di parlare tra loro di cosa volevano, compreso quanto si stavano annoiando se era quello che provavano: dopo qualche minuto lo psicologo interveniva nella coppiua chiedendo di scambiarsi un gesto, ed il risultato è stato un abbaccio spontaneo.
In conclusione se siamo consapevoli delle possibilità di imparare e crescere nella vita nessun incontro ci lascerà indifferenti

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AUTORE Guido De Maria
Nato e cresciuto a Livorno (classe 1984). Ho conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’università degli studi di Pisa. Fin da piccolo i dettagli sono sempre stati al centro della mia attenzione e per questo per la mia comunione quando mi fu regalata una Pentax automatica analogica, ero il bambino più felice del mondo e presi contatto col mondo della fotografia. La vera e propria inclinazione è iniziata più tardi, all’università, quando mi sono comprato la mia prima Pentax compatta digitale per fare le foto durante le vacanze: dopo qualche anno ho voluto fare un successivo scalino e sono passato alla reflex. Al tempo stesso però ho iniziato a lavorare come spedizioniere internazionale in un’azienda di Livorno, e il tempo per scattare naturalmente si è ridotto, ma la passione è rimasta: ho iniziato a scattare fotografie di scena durante i concerti di musica classica e dei miei amici che suonavano in un gruppo locale. Nel 2014 sono rimasto senza lavoro, e invece di cercare una posizione affine ho tentato frequentando un corso base presso la galleria Gianluca Savi per prendere contatto con le foto in studio (in particolare ritratto) e definitivamente a fine 2015, dopo una breve parentesi lavorativa con un’agenzia d’import export, iscrivendomi alla scuola Internazionale di fotografia APAB di Firenze dove ho affinato la mia tecnica in ritratto e still life e ho iniziato a pensare non più per singole foto ma per progetti (il mio grande sogno, infatti, è quello di vivere di reportage in continuo contatto con le persone), qui sono iniziate le prime soddisfazioni, mi hanno ingaggiato come assistente fotografo di scena presso Estate Fiesolana, estate al Bargello e musica dei popoli. Da lì è nata la mostra di fotografia di scena ancora in corso al Teatro delle Arti a Lastra a Signa insieme con altri tre miei colleghi della scuola. L’amicizia fraterna con lo psicologo Nicola Simonetti mi ha portato a concepire questo progetto ed affacciarmi ad un ramo della fotografia fino ad allora sconosciuto, la fotografia psicologica, la quale si nutre di dettagli nei gesti, nelle posture, negli sguardi e che può essere molto utile in alcune branchie della psicoterapia. Dopo questa parentesi. Poi è arrivata la chiamata al Lucca film Festival (appena terminato) che mi ha permesso di interfacciarmi con persone di spicco nel mondo del cinema quali Willem Defoe, Valeria Golino, Sergio Castellitto e Oliver Stone.
Faccio parte di un gruppo fotografico chiamato GSS a Livorno e collaboro con associazioni no profit.

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