Per Pura Passione. Letizia Battaglia

A cura di Elisa Heusch.

Presso il MAXXI di Roma è stata inaugurata il 24 novembre, e si protrarrà fino al prossimo 17 aprile, la mostra antologica “Per pura passione”, dedicata a Letizia Battaglia.

La grande artista siciliana, nata a Palermo nel 1935, è stata ed è ancora una straordinaria testimone della vita e della società italiana, siciliana in particolare. Il valore etico del suo lavoro l’ha resa una delle figure più importanti della fotografia contemporanea, ed è stata non soltanto la “fotografa della mafia”, ma anche la prima donna e fotografa europea ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento internazionale “The W. Eugene Smith Award” a New York nel 1985, grazie al suo lavoro artistico e come fotoreporter per il quotidiano “L’Ora”.

Questa grande mostra, curata da Paolo Falcone, Margherita Guccione e Bartolomeno Pietronarchi, racchiude oltre 200 fotografie, provini e vintage print inediti, provenienti dall’archivio storico dell’autrice, e non mancano inoltre riviste, pubblicazioni ed interviste, che testimoniano 40 anni di vita e società del nostro paese.

Lo scopo della mostra, che si articola in due macro-aree, è appunto quello di esplorare a 360 gradi tutti gli aspetti della personalità della Battaglia, i cui interessi sono stati complessi e molteplici, divisi tra fotografia, editoria, politica e teatro sperimentale.

La prima area ad aprire la mostra è la sezione documentaria, che approfondisce il suo impegno civile con l’attività di fotoreporter tra Milano e Palermo, tra cui il suo primo servizio per “L’Ora” di Palermo, pubblicato nel 1969 e dedicato alla prostituta Enza Montoro, le immagini degli scontri di piazza, delle manifestazioni politiche, ed ancora i ritratti di Pier Paolo Pasolini e Franca Rame, che per la prima volta escono dagli archivi della fotografa. Questa prima parte del percorso approfondisce anche l’interesse dell’artista per il teatro sperimentale, la regia, e le esperienze con i pazienti dell’ospedale psichiatrico di via Pindemonte a Palermo (risalenti al 1983), che sono poi confluite nei filmati “Festa d’agosto” e “Vatinni”, presentati per la prima volta dopo trent’anni. Tutto il materiale, composto da fotografie vintage, provini con note autografate, stampe ritrovate e pubblicazioni poste su un tavolo da lavoro al centro della sala, fa parte del suo archivio personale ed è esposto per la prima volta.

Viene presentato in anteprima al MAXXI anche il film “La mia Battaglia. Franco Maresco incontra Letizia Battaglia.”, che rappresenta un intenso racconto della città di Palermo.

Nella seconda parte della mostra si procede con la grande installazione “Anthologia”, che raccoglie il corpus del lavoro dell’artista: un labirinto di oltre 120 fotografie in bianco e nero di grande formato (66 x 100 cm), appese dall’alto in modo da restare sospese, che danno la possibilità ai visitatori di immergersi in un intenso percorso visivo, nel quale molte immagini sono divenute vere e proprie icone del nostro secolo. Si possono in questo modo ripercorrere quarant’anni del suo lavoro e di vita sociale dell’Italia: luoghi e vittime delle stragi di mafia, ma anche volti della società palermitana. Immagini che racchiudono dolore, povertà e morte, ma allo stesso tempo anche speranza e ribellione.

Nelle foto d’inchiesta sulla mafia, la Battaglia ha immortalato giudici, poliziotti e uomini delle istituzioni che si sono battuti contro Cosa Nostra, come Ninni Cassarà, o il Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, fino al Generale Dalla Chiesa, senza dimenticare le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il ritratto del mafioso Leoluca Bagarella durante il suo arresto è divenuto un’icona nella lotta contro la criminalità mafiosa.

L’uso che l’artista fa del grandangolo dà enfasi al primo piano rispetto allo sfondo e lo stretto contatto che si crea con i soggetti ci dà quasi la sensazione di trovarsi insieme a lei nella scena. Il suo stile evidenzia gli sguardi e i gesti, ed è capace di sottolineare le emozioni che ne derivano.

Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, usa nei suoi riguardi queste parole: “ (…) Straziante e luminosa, con le sue immagini ci ha dato molti pugni nello stomaco e infuso molti stimoli nella mente, uno sopra tutti: quello di non spegnere la libertà del nostro sguardo, delle nostre emozioni, delle nostre speranze. Il suo modo di invocare giustizia, di combattere la mafia, di consolare gli oppressi e gli offesi, di denudare il potere o di donarci la grazia delle bambine, è il frutto di una liberazione di sé come donna, come fotografa, come intellettuale che si è conquistata passo su passo, con il talento e la determinazione, un’inconfondibile dimensione umana per pura passione.”

Elisa Heusch – Nata e cresciuta a Livorno (classe 1981), ha conseguito la laurea in Scienze Giuridiche all’Università di Pisa, e proprio durante gli anni del percorso universitario ha cominciato ad appassionarsi all’arte fotografica. Dopo aver frequentato corsi di fotografia e postproduzione nella sua città, partecipa ad alcune esposizioni collettive in locali di Livorno e di Viareggio, ma la vera svolta arriva quando parte per il Messico per lavorare un anno come fotografa in strutture turistiche, esperienza che la cambia e le apre nuovi orizzonti. Tornata in Italia si diploma alla scuola internazionale di fotografia APAB di Firenze, appassionandosi maggiormente al ritratto ambientato, al reportage, e ad alcuni aspetti dello still life come la Food Photography. Fa parte dell’Associazione FotoClub Nove di Livorno (Circolo associato FIAF) dal marzo 2013 ed è iscritta alla FIAF dal gennaio 2014.

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