PIER PAOLO DE BONA

 

ritratto De Bona

“Il vero valore è l’esemplare unico”

Potremmo partire da questa definizione per sintetizzare l’intervista realizzata a Pierpaolo De Bona, fotografo di Longarone, ma sarebbe troppo riduttivo. Prendetevi, quindi, 5 minuti del vostro tempo e immergetevi nella lettura di questo articolo.

Lungo e complesso e il processo della stampa.

Scatto con una vecchia Pentax, stampo su carta cotone e sviluppo in camera oscura, ma entriamo nel dettaglio.

Per realizzare le fotografie utilizzo una vecchia Pentax con rullini di medio formato iperesposti e ipersviluppati in modo da avere più contrasto e una gamma cromatica estesa dal nero profondo al bianco sulla stampa ultimata.

La carta cotone artigianale utilizzata per la stampa viene macinata e lavorata da un artigiano, verrà poi lasciata asciugare sul telaio creando il pezzo in base a misure da me prestabilite. La carta deve avere una sua determinata collatura, non deve rompersi e deve tenere l’acqua. Ne esce una carta di 600gr al metro e di alto spessore.

Questa carta non è sensibilizzata quindi non abbiamo carta fotografica ma bensì carta per incisione che verrà sensibilizzata tramite un’emulsione liquida ai sali d’argento e stesa sul foglio con spatole in legno o plastica. Il foglio verrà poi lasciato per 1-2 giorni in camera oscura ad asciugarsi.

Le foto vengono stampate a registro, proiettando sotto l’ingranditore il negativo e mettendo a registro la carta. Questi ultimi processi vengono effettuati in camera oscura con luce rossa in quanto ortocromatica.

Con questo processo la carta prende forma, si muove, è viva e sarà sempre diversa da stampa a stampa e ciò la rende unica.

In accordo con le parole di Domenico Florio, curatore dello spazio espositivo Imaginario Gallery (Sacile PN) nel quale a Maggio ci sarà una mia mostra, penso che il processo di stampa sia una vera e propria “magia”.

Cos’è per te l’idea di esemplare unico?

Credo che la fotografia sia un’opera d’arte e in quanto tale deve presentarsi in esemplare unico e non perseguo la tecnologia in quanto è una fonte continuamente rinnovabile. Si prende ad esempio un David di Michelangelo a cui nulla si può aggiungere e nulla si può togliere.

L’idea di creare un esemplare unico nasce dal fatto che in fotografia c’è pochissima richiesta di multipli e lo scatto unico si ottiene con stampa analogica utilizzando carta non industriale. Di idea diversa è, invece, la legislatura italiana secondo la quale da 1 a 9 è considerato sempre esemplare unico.

Credo che l’arte sia una questione di “identità” che rappresenta quello che siamo e “entità”, cioè quello che rimarrà di noi, la nostra anima, quindi l’immagine.

Il discorso si è poi dilungato sul senso della bellezza dell’arte, che possiamo così riassumere: I moderni costruiscono per il denaro, gli antichi costruivano per il tempo.

Intervista di Giorgio Nuzzo a Pierpaolo De Bona.

Giorgio Nuzzo

Salentino di nascita, classe ’89, laureato in Scienze Motorie all’Università di Urbino, attualmente vivo fra Lecce e Venezia. Nel 2012 inizio ad avvicinarmi alla fotografia attratto da un mondo totalmente sconosciuto sino ad allora. La passione crescente per l’arte fotografica mi porta a frequentare la “Scuola di Fotografia di Lecce” appassionandomi in particolar modo alla Street Photography, cercando di cogliere nei volti della gente le varie emozioni e i differenti modi di vivere, preferendo una fotografia maggiormente incentrata sulla comunicazione e sul significato che può trasmettere uno scatto. Parallelamente continuo a coltivare la passione per la fotografia di concerti partecipando a vari eventi musicali e collaborando con diversi magazine del settore. Attualmente sono impegnato nella realizzazione di diversi progetti fotografici a tema culturale e sociale. Nonostante le conoscenze della tecnologia fotografica e della post produzione, prediligo un approccio il più possibile realistico e puro dello scatto.

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